Danza e Propriocezione

Danza e Propriocezione

Danza e PropriocezioneSpesso causa delle patologie del ballerino è l’overlavoro, unito a errori tecnici che peggiorano il quadro clinico in quanto determinano il perpetuarsi delle lesioni. Questo vuol dire che oltre a correggere le cause delle tendinopatie, delle borsiti, dell’impingement posteriore di caviglia, delle fratture da stress occorre correggere anche e soprattutto gli errori tecnici.

Il medico e il team fisioterapico dovrebbe quindi agire tanto nella cura eziologica, quanto nel determinare gli errori nell’aplomb, dell’en de hors, del sostegno della caviglia, le asimmetrie di sviluppo muscolare, le dissinnergie di movimento, gli errori di impostazione della colonna e del bacino. Correggendo infatti questi atteggiamenti sarà possibile “ripulire” i fondamentali della danza da errori tecnici.

Secondo il nostro gruppo di studio riteniamo che lo studio della propriocezione dovrebbe essere sempre affiancato alle normali terapie mediche e fisioterapiche. Questo principio dovrebbe valere sia nel post-infortunio, sia come programma di prevenzione durante l’intero anno accademico. Abbiamo condotto molti studi a riguardo osservando che inserendo lezioni di 1 ora al giorno, 2 o 3 volte alla settimana, di “ginnastica propriocettiva” questo portava ad una riduzione del numero di infortuni a fine anno dello 80% e riduceva anche il numero di accessi all’ambulatorio medico del 30%. Lo studio della propriocezione dovrebbe interessare, nell’arco dell’anno, ogni articolazione e sviluppare compiti motori sempre più intensi.

Si può iniziare dalla semplice introduzione di un piano inclinato, atto a correggere l’impostazione nelle diverse posizioni della danza, in parallelo e in en-dehors, in salita, in discesa e/o in diagonale rispetto al piano di appoggio, con occhi aperti e/o chiusi, con la musica o senza, in appoggio mono o bi podalico, fino all’uso di strumenti più complicati ma sempre “cuciti addosso” alle esigenze del riabilitatore/rieducatore e del ballerino. Da qui l’uso di piatti rotanti, di bendaggio tape, di pennarelli con cui disegnare sul corpo del ballerino assi, frecce, vettori, muscoli così che egli possa vedere “cosa” muove, “dove” muove, con che velocità e che errori commette mentre svolge i fondamentali tecnici.



In questo modo sarà possibile correggere l’aplomb e le rotazioni, lo screwing e il rolling, atteggiamenti più volte spiegati nel corso di questa rubrica. Ogni strumento in possesso del riabilitatore/rieducatore può divenire strumento utile a far “sentire” il proprio corpo al ballerino, così da stimolare le terminazioni neurologiche muscolari, tendinee, capsulari, legamentose e cutanee ad avere un maggior numero di afferenze sensoriali da inviare ai centri nervosi superiori e organizzare quindi risposte motorie più fini e più controllate. Con il tempo il ballerino svilupperà riflessi e coordinazioni anche deprivandolo di questi strumenti, per apprendimento e “auto-sensazione del sè stesso”. Bisognerà però modificare ogni tanto gli esercizi proposti per “imbrogliare” il sistema nervoso, somministrare quindi nuovi input, nuove strategie da apprendere, nuove risposte motorie da sviluppare, così da sviluppare molte abilità motorie. Sarà quindi possibile insegnare al ballerino controlli segmentari o complessi, in base alla tipologia dei suoi errori tecnici.

In alcune occasioni ci avvaliamo di tecniche di bendaggio tape (benda anelastica adesiva) o a tecniche più recenti di bendaggio. Con queste ultime è possibile stimolare, inibire, scaricare alcuni muscoli per ridurre il dolore, migliorare la percezione, stimolare un movimento, controllare un movimento. Sono tecniche particolari che si apprendono con corsi specializzati e per questo occorre ringraziare, nel nostro team, il lavoro instancabile di Sara Benedetti, fisioterapista che da anni si dedica allo studio della riabilitazione del tersicoreo. Concludendo, riteniamo che lo studio quotidiano della propriocezione possa migliorare il livello di performance, riducendo gli errori tecnici, le patologie da overuse e quindi i giorni persi lontani dalla classe.


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