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SALUTE DELLA BALLERINA

Come ottenere un'ottima muscolatura

1. Effettua un buon riscaldamento prima di iniziare con la tua lezione
2. Effettuare sempre nel modo più corretto i singoli movimenti e gesti.
    Se hai dubbi chiedi alla tua insegnante.
3. Tieni un'alimentazione controllata e sana.
    Pochi zuccheri e pasticci, tante proteine, frutta e verdura.
4. Dedicati dei buoni riposi.
5. Non sottovalutare mai un dolore muscolare. Interrompi sempre l'esercizio
    che stai facendo e comunicalo alla tua insegnante, ti indicherà gli esercizi migliori
    per farlo passare.
6. In caso di infortunio, non trascurare le prescrizioni mediche e
    non avere fretta nel recuperare il tempo perso a seguito di un infortunio

Il Riscaldamento

Per quanto riguarda il riscaldamento, il suo scopo è di aumentare la temperatura corporea. La quantità, intensità e durata del riscaldamento variano in base alle capacità fisiche soggettive, al clima, alla sudorazione.

Se è possibile è meglio iniziare la prestazione subito dopo il riscaldamento, ricordando che la durata dell'aumento della temperatura corporea e l'entità dei suoi effetti possono durare dai 40 ai 70 minuti.

L'aumento della temperatura nei tessuti pare sia responsabile della riduzione dei traumi muscolo-scheletrici.

Le Affezioni più comuni alle ballerine

Bolle - Vesciche

Sono scollamenti bollosi della pelle, di origine meccanica, dovute a sfregamento. È meglio evitare, prima delle lezioni e degli spettacoli, pediluvi con acqua calda che rendono più fragile la pelle; è invece utile strofinare le zone a rischio con alcool denaturato per "indurire" la cute.
Come terapia è necessario detergere le vesciche, disinfettarle, forarle da due o più parti e svuotarle; sarebbe meglio non togliere la cupola di epidermide per evitare infezioni: utilissimo applicare cerotti medicati imbottiti.

Calli e Duroni

Sono dovuti a microtraumi come conseguenza di sovraccarichi pressori o sfregamenti abnormi. In un primo stadio la cute, sottoposta a frizione o a carico, viene compressa e le cellule degli strati superficiali si accumulano; in un secondo stadio l'irritazione provoca una reazione linfovascolare oppure borsiti con infiammazione locale; nel terzo ed ultimo stadio si può avere irritazione nervosa, infezioni, reazioni dell'osso sottostante.
Sia in presenza di calli che di duroni il soggetto cerca di evitare l'appoggio della parte interessata; l'evoluzione verso la cronicizzazione è in genere la regola.
L'approccio terapeutico dipende dalla gravità: in fase iniziale bisogna proteggere
la parte per evitare il continuo sfregamento; quindi si deve capire il perchè del sovraccarico e modificarne le condizioni; infine si può escindere il callo con dei cheratinolitici.
In ogni caso si deve curare e correggere la causa che ha portato alla formazione della callosità.

Verruche

La verruca è dovuta ad un virus, è contagiosa e nel piede si insedia nella cute, dove scava una loggia, circondandosi di materiale corneo e approffondendosi verso le terminazioni nervose. A differenza delle callosità plantari è più molle, sanguina facilmente ed è più dolorosa; è contagiosa per contatto diretto, soprattutto in piscina, doccie pubbliche e simili, dove l'umidità dilata i pori facilitandone l'ingresso. Le terapie vanno dalla crioterapia alla elettrocoagulazione, dalla cauterizzazione chimica alla terapia chirurgica, sempre sotto controllo medico.

Distorsione della caviglia

In danza sono le più riscontrate e le più incomprese. Per avere una corretta terapia bisogna individuare quali sono i legamenti danneggiati: è perciò necessaria una radiografia, che consenta di escludere lesioni ossee, e una palpazione che individui il legamento interessato. Come terapie si va dal bendaggio rigido, con applicazioni locali di ghiaccio, a doccie gessate o gesso chiuso, sino ad interventi chirurgici.
Quindi è necessaria una terapia riabilitativa: prima si eseguono i movimenti in modo ampio e lento per permettere le correzioni, quindi si stimola la sensibilità che è alla base della stabilità e dell'equilibrio; usando un piano inclinato si rieduca la caviglia, si fanno esercizi di stretching e massaggi defaticanti. Tutto questo viene accompagnato da laser, ultrasuoni e ionoforesi, che sedano il dolore e riducono lo stato infiammatorio.

Contrafattura da fatica o crampo

E' legata alla incapacità delle strutture contrattili di ritornare nella posizione iniziale. Il muscolo, per contrarsi, ha bisogno d'energia che si crea demolendo il glucosio con formazione di acido lattico; il tutto avviene in presenza di ossigeno. Una volta che l'acido lattico si è formato, il muscolo lo converte in energia purchè ci sia ossigeno sufficiente per l'ossidazione. Una dieta scorretta, un esercizio non correttamente eseguito o uno scorretto allenamento portano il muscolo a non poter ripristinare questa situazione, rendendo difficile l'eliminazione dei prodotti della fatica. Si avrà così il "crampo", situazione solitamente reversibile, che costituisce una forte limitazione atletica.

Contrattura

A differenza del crampo, la contrattura non è legata a problemi energetici, ma a condizioni di squilibrio che portano il tessuto muscolare a reagire con uno spasmo.
In pratica il tessuto muscolare viene sollecitato oltre il suo limite di sopportazione elastica per cui si "allunga" senza lacerarsi, con il risultato che le fibre muscolari reagiscono per mettere a riposo il tessuto iperstimolato. Anche fattori ambientali possono incidere, quali ambienti troppo caldi o troppo freddi, che impediscono al muscolo di ritrovare il suo equilibrio biochimico e funzionale. Tale condizione è reversibile, ma necessita di riposo, per evitare ulteriori stress ad un muscolo maggiormente vulnerabile e perciò più danneggiabile. Il tessuto muscolare viene sollecitato oltre il suo limite di sopportazione elastica, per cui si allunga senza lacerarsi. E' necessario un periodo di riposo.

Stiramento

In questo caso si ha un vero danno anatomico che interessa solo alcune fibre muscolari. Per non estendere il danno si deve rispettare un certo periodo di riposo. È necessaria anche una corretta diagnosi ed una precisa riabilitazione. Un muscolo stirato non deve mai essere massaggiato e solo riposo e ghiaccio prevengono l'estensione del danno. Il massaggio se risolve apparentemente la contrattura delle fibre circostanti, in questo caso danneggia ulteriori fibre muscolari, con il risultato di una lesione di maggiore ampiezza.

Strappo

In questo caso il tessuto muscolare si presenta profondamente lacerato, interessando un notevole numero di fibre fino a coinvolgere l'intero ventre muscolare. Il muscolo non ripara con la produzione di nuove cellule muscolari, ma con una vera e propria cicatrice, costituita di tessuto non elastico: questo impedisce la normale attività del muscolo. Anche qui una corretta diagnosi è di grande importanza e va affidata ad un medico esperto che prescriva gli opportuni accertamenti, una terapia mirata ed un congruo periodo di riposo.
Importantissima è la fase della riabilitazione, che ha lo scopo di permettere al tessuto cicatriziale di modellarsi per integrarsi nel contesto del tessuto muscolare.

Alluce valvo

Affezione del piede dovuta ad un errato appoggio sulla punta o all'uso di scarpette che costringono le dita. E' una deviazione dell'alluce in fuori che, oltre alla deformazione, può provocare una limitazione dolorosa dei movimenti. Si può fare uso di un infradito diurno e di un apposito apparecchio di trazione durante la notte; si può anche agire con un programma di fisioterapia.
Il riscaldamento, in questo caso, è importantissimo e deve essere lungo ed accurato; è anche necessaria la massima concentrazione, che si raggiunge con una lezione ben fatta ed appropriata. Tutte le patologie dell'alluce interferiscono con il corretto uso del piede: ne deriva la difficoltà o la impossibilità per il danzatore di mantenere il corretto allineamento del piede e ciò può produrre lesioni in altre zone dell'arto inferiore, della caviglia, del ginocchio e dell'anca. Non si dovrebbe intraprendere alcuna terapia chirurgica sino alla fine dell'attività del ballerino.

Talalgia

E' caratterizzata da un dolore che si manifesta sotto il tallone nel momento in cui si poggia il piede per terra; persiste, attenuato, durante il riposo.
La causa è da ricercarsi in una contusione cronica del calcagno, schiacciato tra suolo e peso del corpo e si manifesta con più frequenza a causa di tanti piccoli traumi ripetuti, dovuti ai salti e ai pavimenti troppo duri: un pavimento di cemento non riesce ad ammortizzare l'impatto del piede sul suolo.
Le cure fisioterapiche hanno dato ottimi risultati sino alla completa guarigione.

Brevità del primo raggio

Questa pone gravi problemi di stabilità, perchè se il primo metatarsale è breve non sopporta il peso e il ballerino cercherà di mantenere la stabilità sul secondo e sul terzo. Se il peso viene scaricato medialmente vi è "cedimento" nella posizione sulle mezze punte, e questo porterà danni all'avampiede, al piede, alla caviglia, al ginocchio fino al tronco. Questo difetto non può essere corretto con il trattamento chirurgico, per cui il ballerino dovrà cercare di sopperire con la tecnica.

Tenosinovite stenosante dell'alluce

E'dovuta alla posizione che il piede sopporta quando si va sulle punte.
Inizia con un nodulo sul tendine, ma, man mano che l'infiammazione progredisce, diventa di tipo stenosante e nei casi più gravi causa un "pseudo alluce rigido".
I sintomi sono dolore, mollezza ed edema al malleolo mediale. Il trattamento è costituito da riposo, farmaci antiinfiammatori e stretching; nei casi più gravi si ricorre al trattamento chirurgico.

In collaborazione con:
Tutto Danza, Balletto Oggi (riviste)
Tecnica della danza classica di Flavia Pappacena (libro)

 


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