Le affezioni più comuni dei ballerini

Un glossario completo dei termini più usati per le affezioni dei ballerini.


Bolle e vesciche
Sono scollamenti bollosi della pelle, di origine meccanica, dovute a sfregamento. È meglio evitare, prima delle lezioni e degli spettacoli, pediluvi con acqua calda che rendono più fragile la pelle; è invece utile strofinare le zone a rischio con alcool denaturato per "indurire" la cute. Come terapia è necessario detergere le vesciche, disinfettarle, forarle da due o più parti e svuotarle; sarebbe meglio non togliere la cupola di epidermide per evitare infezioni: utilissimo applicare cerotti medicati imbottiti.

Brevità del primo raggio
Questa pone gravi problemi di stabilità, perchè se il primo metatarsale è breve non sopporta il peso e il ballerino cercherà di mantenere la stabilità sul secondo e sul terzo. Se il peso viene scaricato medialmente vi è "cedimento" nella posizione sulle mezze punte, e questo porterà danni all'avampiede, al piede, alla caviglia, al ginocchio fino al tronco. Questo difetto non può essere corretto con il trattamento chirurgico, per cui il ballerino dovrà cercare di sopperire con la tecnica.

Calli e duroni
Sono dovuti a microtraumi come conseguenza di sovraccarichi pressori o sfregamenti abnormi. In un primo stadio la cute, sottoposta a frizione o a carico, viene compressa e le cellule degli strati superficiali si accumulano; in un secondo stadio l'irritazione provoca una reazione linfovascolare oppure borsiti con infiammazione locale; nel terzo ed ultimo stadio si può avere irritazione nervosa, infezioni, reazioni dell'osso sottostante. Sia in presenza di calli che di duroni il soggetto cerca di evitare l'appoggio della parte interessata; l'evoluzione verso la cronicizzazione è in genere la regola. L'approccio terapeutico dipende dalla gravità: in fase iniziale bisogna proteggere la parte per evitare il continuo sfregamento; quindi si deve capire il perchè del sovraccarico e modificarne le condizioni; infine si può escindere il callo con dei cheratinolitici. In ogni caso si deve curare e correggere la causa che ha portato alla formazione della callosità.

Contrattura
A differenza del crampo, la contrattura non è legata a problemi energetici, ma a condizioni di squilibrio che portano il tessuto muscolare a reagire con uno spasmo. In pratica il tessuto muscolare viene sollecitato oltre il suo limite di sopportazione elastica per cui si "allunga" senza lacerarsi, con il risultato che le fibre muscolari reagiscono per mettere a riposo il tessuto iperstimolato. Anche fattori ambientali possono incidere, quali ambienti troppo caldi o troppo freddi, che impediscono al muscolo di ritrovare il suo equilibrio biochimico e funzionale. Tale condizione è reversibile, ma necessita di riposo, per evitare ulteriori stress ad un muscolo maggiormente vulnerabile e perciò più danneggiabile. Il tessuto muscolare viene sollecitato oltre il suo limite di sopportazione elastica, per cui si allunga senza lacerarsi. È necessario un periodo di riposo.

Crampo
È legata alla incapacità delle strutture contrattili di ritornare nella posizione iniziale. Il muscolo, per contrarsi, ha bisogno d'energia che si crea demolendo il glucosio con formazione di acido lattico; il tutto avviene in presenza di ossigeno. Una volta che l'acido lattico si è formato, il muscolo lo converte in energia purchè ci sia ossigeno sufficiente per l'ossidazione. Una dieta scorretta, un esercizio non correttamente eseguito o uno scorretto allenamento portano il muscolo a non poter ripristinare questa situazione, rendendo difficile l'eliminazione dei prodotti della fatica. Si avrà così il "crampo", situazione solitamente reversibile, che costituisce una forte limitazione atletica.

Distorsione della caviglia
Come terapie si va dal bendaggio rigido, con applicazioni locali di ghiaccio, a doccie gessate o gesso chiuso, sino ad interventi chirurgici. Quindi è necessaria una terapia riabilitativa: prima si eseguono i movimenti in modo ampio e lento per permettere le correzioni, quindi si stimola la sensibilità che è alla base della stabilità e dell'equilibrio; usando un piano inclinato si rieduca la caviglia, si fanno esercizi di stretching e massaggi defaticanti. Tutto questo viene accompagnato da laser, ultrasuoni e ionoforesi, che sedano il dolore e riducono lo stato infiammatorio.

Fascite plantare
Infiammazione della fascia plantare, una robusta formazione posta a livello della pianta del piede, tesa da calcagno a teste metatarsale. Può essere associata a un piede cavo, ad una muscolatura del piede debole, dall’uso di scarpete troppo corte.

Onicopatie
Assai frequenti, si distinguono in traumatiche e infettive. Le ballerina che usano la scarpa da unta arrivano anche a perdere l’unghia per suo distacco. Frequenti sono gli ematomi subungueali e le distrofie ungueali, provocate da traumi diretti a livelli dell’ultima falange, connessi quindi al trauma da puntale della scarpa da punta. Le forme infettive sono a provocate da dermatofiti, muffe e lieviti, capaci di insediarsi prevalentemente a livello ungueale.

Osteocondrosi
Sono patologie dei nuclei di accrescimenti delle ossa del piede, e colpiscono quindi in età di crescita ossea. Si localizzano a livello delle teste del II e II metatarsale, a livello dello scafoide, della tuberosità del calcagno. Generano dolore e impotenza funzionale. la loro corretta diagnosi è fondamentale in quanto la loro disconoscenza potrebbe portare ad uno sviluppo alterato le ossa colpite. Occorre quindi prestare un adeguato periodo di riposo, scaricando dal peso il segmento osseo colpito e favorire il normale processo di guarigione dell’osso.

Scoliosi
È una patologia irreversibile della colonna vertebrale. Essa è caratterizzata da una deviazione sul piano frontale, detta deviazione costringe le vertebre a una inclinazione laterale facendo sì che l'asse di gravità sia spostato verso il lato della concavità, si ha così una rotazione compensativa dal lato opposto nel tentativo di riportare la gravità al centro, inoltre questa rotazione è causa di un'asimmetria costale e conseguente deformazione della gabbia toracica, detta deformazione è nota come gibbo costale.

Stiramento
In questo caso si ha un vero danno anatomico che interessa solo alcune fibre muscolari. Per non estendere il danno si deve rispettare un certo periodo di riposo. È necessaria anche una corretta diagnosi ed una precisa riabilitazione. Un muscolo stirato non deve mai essere massaggiato e solo riposo e ghiaccio prevengono l'estensione del danno. Il massaggio se risolve apparentemente la contrattura delle fibre circostanti, in questo caso danneggia ulteriori fibre muscolari, con il risultato di una lesione di maggiore ampiezza.

Strappo
In questo caso il tessuto muscolare si presenta profondamente lacerato, interessando un notevole numero di fibre fino a coinvolgere l'intero ventre muscolare. Il muscolo non ripara con la produzione di nuove cellule muscolari, ma con una vera e propria cicatrice, costituita di tessuto non elastico: questo impedisce la normale attività del muscolo. Anche qui una corretta diagnosi è di grande importanza e va affidata ad un medico esperto che prescriva gli opportuni accertamenti, una terapia mirata ed un congruo periodo di riposo. Importantissima è la fase della riabilitazione, che ha lo scopo di permettere al tessuto cicatriziale di modellarsi per integrarsi nel contesto del tessuto muscolare.

Talalgia
È caratterizzata da un dolore che si manifesta sotto il tallone nel momento in cui si poggia il piede per terra; persiste, attenuato, durante il riposo. La causa è da ricercarsi in una contusione cronica del calcagno, schiacciato tra suolo e peso del corpo e si manifesta con più frequenza a causa di tanti piccoli traumi ripetuti, dovuti ai salti e ai pavimenti troppo duri: un pavimento di cemento non riesce ad ammortizzare l'impatto del piede sul suolo. Le cure fisioterapiche hanno dato ottimi risultati sino alla completa guarigione.

Tenosinovite stenosante dell'alluce
È dovuta alla posizione che il piede sopporta quando si va sulle punte. Inizia con un nodulo sul tendine, ma, man mano che l'infiammazione progredisce, diventa di tipo stenosante e nei casi più gravi causa un "pseudo alluce rigido".
I sintomi sono dolore, mollezza ed edema al malleolo mediale. Il trattamento è costituito da riposo, farmaci antiinfiammatori e stretching; nei casi più gravi si ricorre al trattamento chirurgico.

Unghie
Le unghie del piede sono anch'esse sottoposte ad una forte pressione e da ciò derivano diversi problemi: i più frequenti sono le unghie incarnite i lividi sotto alle unghie che portano alla perdita dell'unghia. Il primo è dovuto alla forte pressione esercitata sulle unghie tagliate troppo corte: l'unghia si incurva penetrando nei lati del dito, soprattutto per quanto riguarda l'alluce. Il secondo problema è invece legato ad una pratica troppo intensa dell'uso delle punte. Entrambi i problemi non sono da sottovalutare in quanto, ad esempio il primo problema, possono richiedere un'operazione chirurgica se il podologo lo richiede.

Verruche
La verruca è dovuta ad un virus, è contagiosa e nel piede si insedia nella cute, dove scava una loggia, circondandosi di materiale corneo e approffondendosi verso le terminazioni nervose. A differenza delle callosità plantari è più molle, sanguina facilmente ed è più dolorosa; è contagiosa per contatto diretto, soprattutto in piscina, doccie pubbliche e simili, dove l'umidità dilata i pori facilitandone l'ingresso. Le terapie vanno dalla crioterapia alla elettrocoagulazione, dalla cauterizzazione chimica alla terapia chirurgica, sempre sotto controllo medico.


In collaborazione con
Dancemedicine.eu