Os trigonum o processo di Stieda?

Os trigonum o processo di Stieda? Quando la caviglia si blocca: os trigonum o processo di Stieda?

Spesso le ballerine si lamentano di una fastidiosa e dolorosa sensazione a livello del retropiede, proprio davanti al tendine di achille. Dicono che non riescono ad estendere il collo del piede, e che anzi questo movimento risulta essere particolarmente fastidioso. Dopo aver visitato la ballerina, si trova un punto doloroso tipico, e che con ogni probabilità si è in presenza di un os trigonum o di un processo di Stieda.

L’os trigonum e il processo di Stieda sono formazioni anatomiche poste a livello della regione posteriore dell’astragalo, presenti dall’8% al 13% della popolazione. Danno segno di se con dolore retromalleolare profondo soprattutto durante l’esecuzione del punta e della mezza punta, e limitazione funzionale con plantar-flessione limitata e dolente.



Sebbene la sua origine sia dibattuta, si è concordi nell’affermare che l’os trigonum sia un nucleo accessorio di ossificazione che compare intorno agli otto-dieci anni di età. Il processo di Stieda, invece, è il processo posteriore dell’astragaolo che per motivi non perfettamente noti risulta essere di dimensioni maggiori rispetto alla norma. Secondo alcuni autori, l’os trigonum potrebbe formarsi dalla frattura involontaria, ad esempio durante il lavoro ripetitivo sulle punte, del processo di Stieda. Qualunque sia la sua origine, l’os trigonum o il processo di Stieda sono particolarmente fastidiosi per la caviglia della tersicorea, in quanto:
1) Limitano l’escursione articolare (impigement, dolore)
2) Determinano infiammazione dei tessuti locali (dolore)
3) L’infiammazione si associa a edema che aumenta l’impigement: cronicizzazione del dolore.

Dolore all'ancaOltre alla presenza dell’os trigonum o del processo di Stieda, altri fattori possono determinare un deficit nella flessione plantare della caviglia, limitando dunque lo sviluppo di un corretto collo del piede. In ogni caso, al fine di alleviare la sintomatologia dolorosa, la ballerina dovrà cercare di eseguire controllati esercizi di allungamento della muscolatura posteriore e anteriore della gamba, correggere eventuali errori tecnici, migliorare il controllo dell’aplomb a livello di tutto l’arto inferiore, cerando di correggere eventuali atteggiamenti incongrui: eccessivo genu recurvatum, pronazione o supinazione del piede quando è richiesto invece un atteggiamento neutro della caviglia, ecc. Solo in casi selezioni si ricorre infatti alla chirurgia, volta all’asportazione dell’os trigonum o del processo di Stieda. Assai più frequentemente però è sufficiente un valido programma rieducativo associato ad una terapia con mezzi fisici (ultrasuoni, ionoforesi) e/o farmacologia.


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