Masaniello

Masaniello Dopo oltre dieci anni dalla sua prima edizione, Tato Russo, talento multiforme della scena drammatica nazionale e tra i primi esponenti in assoluto del teatro italiano di oggi, firma il libretto e liriche di “Masaniello”, realizzando le musiche insieme a Patrizio Marrone, per un’opera che come una favola vuole narrare non la cruda storia, ma quella visione che il popolo ha tradotto, tramandato e reinventato per questo suo figlio, mito ed emblema di passionali rivendicazioni libertarie.

Ecco, allora, che musica e teatralità si intrecciano in fantasiosi disegni ad affrescare più che il senso della storia, il senso delle emozioni che la sviluppano e dell’epos popolaresco che le racchiude. Un cast d’eccezione composto da 50 artisti in palcoscenico, tra cui spiccano i volti giovani ed affermati di Gianni Fiorellino, Arianna, Christine, e la partecipazione di Mirna Doris, danno vita ad un ensemble perfetto per ritmi e passioni in uno spettacolo maestoso per concezione e svolgimento: un melodramma che è quasi un film per palcoscenico, con l’alternarsi delle scenografie che si susseguono quasi in dissolvenza, con i loro cambiamenti “a vista”, i movimenti coreografici di Aurelio Gatti e con i costumi scintillanti di Giusy Giustino e le luci sapienti di Roger La Fontane.

Oltre due ore e mezza minuti di storia, che utilizza l’attualissimo genere del musical, con una partitura musicale originalissima (orchestrazione di Mario Cervo) attraversata da influenze folk popolari, melodie della grande tradizione operistica per approdare ad un’autonoma capacità espressiva che, al pari della bravura degli interpreti è stata salutata nelle sue prime apparizioni nei teatri di Milano, Napoli e Bari da autentiche ovazioni di pubblico ed ampi consensi di critica.

Trama:
Una storia di amore e di passioni, di soprusi e inganni, ambientata nella Napoli del ‘600 quando per dieci giorni, dal 7 al 16 luglio 1647, il pescivendolo Antonio Aniello detto “Masaniello” spense la propria vita a 27 anni sulle ceneri di una violenta rivolta di cui fu il protagonista indiscusso e che ebbe nella capitale del Regno il suo punto di partenza e svolgimento. Napoli, allora la più grande metropoli europea dopo Parigi, fu infiammata dalla ribellione di un popolo oppresso ed affamato al grido di “Viva il re di Spagna e mora il malgoverno” e che ebbe in Masaniello un immediato simbolo di riscatto e libertà.