Hair

Hair Torna in scena a teatro Hair il musical, nella nuova versione di opera-rock, che ha segnato la generazione del 1968 e resta comunque attuale nei temi che affronta, come la protesta contro la guerra, la speranza di vivere in un mondo senza inquinamento, l’invocazione alla pace, alla libertà, alla felicità scaturita solo dall’amare. Il tour, partito già dall’anno scorso, ha concluso il 2008 alla Futur Station di Bologna, che ha ospitato lo spettacolo per Capodanno, ultima tappa prima di approdare a Roma ieri sera. Infatti oggi e fino al 22 Febbraio, sarà al Gran Teatro di Roma per proseguire a Torino i prossimi 3 e 4 Marzo e poi in altre città d’Italia. Le audizioni per la formazione del cast artistico, hanno avuto luogo a New York, Milano e Roma , il risultato è una compagnia internazionale composta da validi elementi tra cantanti-ballerini, alcuni già affermati, che si esibiscono recitando in italiano e cantando in inglese. La direzione musicale, è affidata ad Elisa, nota e attualissima cantante nel panorama della musica giovanile. Le canzoni mantengono volutamente la lingua originale, citando alcune tra le più famose possiamo ascoltare “Let The Sunshine In” e “Aquarious”. Quest’ultima, ha come significato l’inizio di una nuova epoca di pace e amore: L’Era dell’Acquario, chiamata così per sottolineare l’interesse che i giovani di allora mostravano verso l’astrologia.

Trama: La trama dell’opera-rock ruota attorno al senso di aggregazione, rispecchia il libero pensiero degli “hippy” che, sempre come forma di protesta, portavano i capelli lunghi, “hair” appunto che in inglese significa capelli. Si formavano quindi gruppi di ragazzi e ragazze che trascorrevano il tempo senza inibizioni e, per dimenticare le sofferenze della guerra, purtroppo, assumevano droghe in gruppo come a fortificare l’amicizia tra tutti. Questi ragazzi che manifestavano contro la non violenza ed avevano come slogan “fate l’amore e non fate la guerra” spesso però esageravano con l’assunzione di sostanze stupefacenti portandoli a violare le norme del buoncostume e quando ricevono la cartolina per il servizio militare, decidono di bruciarla, perché partire per il Vietnam avrebbe significato abbandonare l’inno all’amore. Gli stessi autori James Rado e Gerome Ragni, quando il musical debutta a Broadway negli anni del dopoguerra, hanno fatto scandalo poiché durante l’esibizione, si parlava esplicitamente di sesso, una rivoluzione anche contro i canoni della società perbenista americana. Spettacolo per i nostalgici del film che al cinema fu un successo di Forman del 1979, è oggi un musical ricco di colori e allegria, con la regia di Giampiero Solari e le coreografie di David Parson e Luca Tommassini.