Perché nasce la fisiotecnica in funzione della danza? Obiettivi e caratteristiche principali

FisiotecnicaArticolo a cura di
Elena De Laurentiis

Agli inizi del ‘900 il danzatore viene paragonato per la prima volta ad un atleta che ha bisogno di allenarsi per affrontare la lezione, in quanto nasce l'esigenza per quest'ultimo di fare un training preparativo alla lezione di tecnica: da questa esigenza e consapevolezza egli matura l’interesse per lo studio della Fisiotecnica e delle materie che si occupano dello studio del corpo umano (biomeccanica, kinesiologia, etc.) affrontate in modo scientifico.

La Fisiotecnica collega la danza allo sviluppo fisico del danzatore, e mira, come obiettivo generale, alla sua preparazione psico-fisica sia a livello amatoriale che professionale; potenziando le qualità psico-fisiche non solo contribuisce al miglioramento della tecnica esecutiva ma abbrevia anche i suoi tempi di acquisizione.

Parallelamente ad essa, si sviluppa:
a) l’educazione fisica e le scienze motorie, che studiano i sistemi di allenamento attraverso il supporto di materie scientifiche già affermate come la fisiologia neuro-muscolare, l’anatomia, la morfologia e la meccanica del movimento;

b) la medicina della danza che studia le patologie croniche da sovraccarico e quelle dovute ad una preparazione insufficiente e scorretta prevenendo gli infortuni e migliorando la qualità delle prestazioni tecniche del danzatore. Naturalmente gli obiettivi specifici della Fisiotecnica sono differenti secondo l’ambito di applicazione, amatoriale o professionale, poiché diverse saranno le cause in gioco: in ambito amatoriale lo studio della danza è di due o tre volte a settimana e non è presente una selezione attitudinale; in ambito professionale lo studio è giornaliero ed è presente una selezione attitudinale.

Per questo motivo in campo amatoriale la Fisiotecnica si prefigge uno sviluppo psico-fisico equilibrato; in campo professionale si prefigge il potenziamento della tecnica e il miglioramento della prestazione artistica. Anche la pianificazione della lezione è diversa: in ambito amatoriale la lezione di Fisiotecnica è inserita all’interno della lezione di tecnica, in ambito professionale vi è una lezione apposita parallela alla lezione di tecnica. Avere un allenamento bilanciato significa avere una giusta distribuzione dei carichi di lavoro, equilibrando forza ed elasticità, movimenti statici e dinamici.

La Fisiotecnica, quindi, corregge e previene lo svilluppo della preparazione tecnica scorretta e della preparazione fisica insufficiente. Il lavoro preliminare di presa di coscienza del corpo verte sull’allineamento posturale, nella relazione tra i diversi segmenti del corpo, e si basa su semplici concetti: la verticalizzazione dell’asse, l’individualizzazione del centro del proprio corpo, l’allineamento e la sovrapposizione, l’indipendenza e la coordinazione.

La consapevolezza del proprio asse longitudinale produce un riallineamento dei propri segmenti e una connessione tra base d’appoggio e testa, attraverso un allungamento e una trazione elastica tra le due estremità; è fondamentale, quindi, la stretta connessione che avviene tra testa e colonna vertebrale, tra anca, ginocchio e piede, e tra spalla, gomito e mano. L’impostazione del torace connesso al bacino e la coscienza della muscolatura addominale contribuiscono a dare al danzatore una buona coscienza del centro del proprio corpo. Occorre, inoltre, che ci sia un’indipendenza e una coordinazione tra coscia e bacino, tra braccio e spalla e tra movimento degli arti e colonna vertebrale e bacino.


Articolo di Elena De Laurentiis
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