Cocaina

CocainaAutore: Pitigrilli

Cocaina, romanzo di Pitigrilli: una storia d'amore e di droga che ha per protagonisti Tito, un giornalista italiano approdato a Parigi, e Maud, "danzatrice in marsina", ovvero ballerina stile Moulin Rouge o Folies Bergéres, conosciuta nell'ambiente col soprannome di Cocaina.

«E venne il turno di Maud.
Tito non l'aveva mai vista così bella.
Si contorceva in una danza nuova, ritmata dall'urto dei tacchi di legno sul palco armonico: tutto il corpo sembrava disarticolato, e le braccia molli, quasi senz'ossa, s'elevavano verso il cielo, verso quel rettangolo di cielo africano su cui tutte le stelle del mondo s'erano radunate a contemplarla: oh quelle braccia di Maud, miracolosamente nude, come si alzavano, si stiravano, si allungavano verso le stelle! Ella è una cosa molle, elastica, che s'incurva a destra, a sinistra, in avanti, con la flessibilità d'un giglio che abbia un fiore così pesante da reclinare fino a terra il corpo stordito dal profumo. Sul petto e sulle braccia e intorno alle caviglie brillano gocce di sudore, e dai capelli sciolti cadono le rose e le forcine: ella sorride mostrando tutti i denti bianchissimi, e due grandi occhi stupefatti d'uccello di rapina. Dalle labbra sgocciola, col sudore, il rosso della pittura: sembrano gocce di sangue. Le macchie nere delle ascelle brillano come non hanno mai brillato nemmeno nelle notti di spasimo.


E la danzatrice continua a ondeggiare, a flettersi di qua e di là, come uno stelo di giglio investito dall'uragano.
Le contorsioni del serpente si alternano alle pigre flessuosità amorose del felino: nel suo sguardo lampeggia all'improvviso una luce cattiva, che si dissipa per cedere a un sorriso pieno di dolcezza carezzevole. Passano nel suo sguardo, la libidine, il capriccio, la crudeltà, il delitto.
Cocaina si inginocchia, s'arrovescia indietro, a ponte, come per offrire il sesso alla platea.
Si oscura, risollevandosi, e ride.
Una collera improvvisa l'assale: batte rabbiosamente i tacchi e si rivolta come se fosse trafitta da qualcosa d'immondo. E poi s'accovaccia, si rialza, si contorce, sorride al cielo: s'immobilizza in una breve pausa, fissando le stelle come crocefissa dalla meraviglia. E poi piomba come corpo inerte, e non si alza che per ringraziare e sorridere a tutta quella gente che applaude con mani nere e con grida incomprensibili».

Tra le curiosità di questa descrizione a firma di un donnaiolo irrefrenabilmente maschilista e misogeno (tra gli aforismi di Pitigrilli il celebre "Una signorina che disprezza una cocotte è come un riformato che disprezza un eroe") le ascelle non depilate di Maud e il parallelo danza-sesso.