Bruges la morta

Ballerina Autore: Georges Rodenbach

Il protagonista, Hugues Vianes, è un uomo facoltoso che si è trasferito a Bruges dopo la morte dell'amata moglie, di cui nel libro non viene mai fatto il nome, ma si usano espressioni come Lei, la morta, la signora.

Per la consorte defunta nutre un sentimento di culto, adorazione, nostalgia e desiderio di ricongiungimento. Pieno di dolore, Hugues Vianes, conduce una vita ritirata, per la quale Bruges, città uggiosa, bigotta, senza vita, insomma morta, come dice il titolo, fa ottimamente da sfondo, partecipando dell'umore del protagonista. Anzi, Hugues Vianes aveva scelto Bruges proprio perché ben si confaceva al suo stato di vedovo.

Un giorno però vede una ragazza assolutamente identica alla moglie, ne rimane scosso, il giorno dopo la rivede, la segue, la vede entrare in un teatro, lei sparisce, lui entra la cerca ovunque, senza trovarla. Assiste allo spettacolo, cosa per lui inedita da quando aveva perso la consorte. Ed ecco che lei riappare, nel ruolo di una donna che risorge dall'oltretomba. La cosa viene interpretata come un segno e così tra i due inizia una relazione. In un primo momento non considera il fatto un sacrilegio verso la morta, perché dice di averla allacciata con un simulacro nella moglie e quindi è come se fosse con la moglie stessa. Quando però, nel tentativo di far coincidere perfettamente le due figure, si accorge delle differenze (Jane, la ragazza, ha i capelli tinti, ha cominciato a vestirsi sciattamente ed è un po' meno amabile rispetto ai primi tempi), comincia ad avere di ripensamenti, accentuati dal fatto di poter essere in peccato mortale, visto il regime di semiconcubinaggio con Jane, e di non poter così riunirsi, dopo la morte con la moglie.

La relazione, però, continua e Hugues, insospettito da alcuni comportamenti e della ragazza, che come ballerina era considerata una poco di buono, e da alcune lettere anonime, si accorge di essere geloso, ma non un riflesso, ma proprio di Jane, e di avere per lei in quanto Jane, un sentimento più intenso di quanto pensasse. La ragazza invece mantiene il rapporto per calcolo economico.

L'ultima scena del romanzo avviene nella casa di lui, dove non era mai entrato nessuno, tranne la vecchia e bigotta domestica Barbe. Sullo sfondo, la famosa processione del Santo Sangue, ricca di sfarzo, suggestione e con partecipanti anche da altri luoghi. Il comportamento di Jane è irritante, ma diventa sacrilego quando osa affermare: «Toh! Eccone una che mi somiglia». E soprattutto quando comincia a giocare, a correre e a rifiutarsi di restituire una treccia della defunta che Hugues teneva come una reliquia. E' proprio con la treccia che lui la strangola. Quasi contemporaneamente alla morte di Jane, finisce la processione, Bruges torna a essere la città morta di sempre, intorno a Hugues due morte, i ricordi remoti e una solitudine resa assoluta dal licenziamento di Barbe, che, consigliata dal prete, non voleva essere complice del peccato del padrone, anche per non precludersi un futuro al beghinaggio.