La danza nel Rinascimento

Rinascimento È definito Rinascimento il periodo storico che va dalla fine del XIV secolo alla seconda metà del XVI secolo. Si chiama così perchè tale periodo fu caratterizzato dalla fioritura delle arti, delle lettere, delle scienze. Sul piano politico esso coincide con l'instaurazione del sistema assolutistico dei grandi Stati nazionali.

La voglia di rinascita esplose anche nella danza, dove per troppo tempo si era registrata una stasi sostanziale in questo senso: le masse si dedicavano agli antichi balli senza rinnovarli; i regnanti condannavano il fenomeno coreico in generale, in linea con le posizioni della Chiesa ufficiale; lo stile gotico imperante aveva imbalsamato con le sue rigide austerità ogni movimento del corpo e della mente. Con l'avvento dell'Umanesimo la danza venne rivalutata al punto da essere paragonata ad una forma di arte. Essa non restava più confinata nelle misere abitudini dei ceti meno abbienti, ma diventava segno distintivo delle classi nobili.

Pertanto, da un lato, si sviluppò il saltarello come simbolo di esplosione della danza popolare; dall'altro, si affermò la bassa danza come danza delle cerimonie di corte. Fra il '400 e il '500 la danza accentuò natura e forma rappresentative: il principe rafforzava la sua centralità. Gli spettacoli si ispiravano alle vicende della sua vita: nascite, matrimoni, vittorie, incoronazioni. Accanto a questo tipo di danza che possiamo definire di società, prendevano piede spettacoli che utilizzavano un vero e proprio codice coreico: le danze venivano inserite all'interno di commedie, tragedie e drammi pastorali.

In un contesto del genere, perdeva quota il giullare che fino a questo momento era stato l'unico depositario dei segreti del ballo, una specie di professionista ambulante. Entrò in scena, per la prima volta, un personaggio importantissimo: il maestro di danza. Il fenomeno dei maestri di danza esplose in modo particolare nell'Italia settentrionale. Non ci fu principe che non avesse il suo maestro di fiducia, non ci fu corte dove non si organizzassero feste danzanti. Nei matrimoni dei nobili, la presentazione della sposa avveniva a passi di danza: in alcuni casi, il maestro di danza si sostituiva al padre stesso della sposa. Molti, fra i primi maestri di danza, erano di origine ebrea. Nel XV secolo, con la formazione della categoria dei maestri, nacque la moda dei manuali di ballo, che da quel momento, non si è più fermata.

Con l'avvento dei Maestri, con i manuali di ballo, con le teorie della danza, finivano i tempi in cui ognuno poteva 'muoversi' come voleva. Da questo momento, partiva un lungo processo di evoluzione della danza e, parallelamente, si allargava il divario fra il modo di ballare delle classi umili e i canoni seguiti dalle classi sociali superiori. Durante il Rinascimento, si verificò in Europa la più grande riscoperta di danze di tutti i tempi. Furono elaborati e portati a sintesi elementi eterogenei di varie epoche e di diversi popoli, mentre da una nazione all'altra si spostavano facilmente mode musicali e moduli coreici. Furono riprese e attualizzate antiche esperienze arabe, fenicie, elleniche, iberiche. Italia, Francia, Germania ed Inghilterra produssero decine e decine di nuovi balli, con programmi sempre più articolati e complessi.

Successivamente, con la crisi delle corti europee, nel '600, la danza acquisì un suo linguaggio specifico, avviandosi a diventare genere particolare di spettacolo, sia pure complementare a forme di rappresentazioni ancora ritenute superiori. Alla pratica teatrale da parte dei dilettanti si sostituì una vocazione specialistica che trovò il suo migliore contesto nelle Accademie, le quali si ponevano sia come centri di cultura che come laboratori di spettacoli musicali e coreici. Anche le scuole religiose (in particolare i collegi gesuiti) assunsero la danza come elemento educativo e come strumento di comunicazione. Proprio a questo periodo gli studiosi fanno risalire il declino del cosiddetto dilettantismo teatrale.

Nasceva il teatro pubblico dove, accanto alle rappresentazioni melodrammatiche, la danza acquisiva un ruolo fondamentale. Ancora non diventava un genere autonomo, in quanto rappresentava un importante ornamento visivo al melodramma. Ciò nonostante, si avviava al professionismo. Mentre fino a questo momento le differenze fra danze di società e danza da teatro erano state minime, a volte impercettibili, da qui partiva un lungo processo di differenziazione dei generi. La danza finalizzata allo spettacolo puntava a diventare arte. Iniziava il suo prestigioso cammino attraverso i secoli e attraverso i continenti: dal ballo grande alla danza libera, dal ballet d'action alla nouvelle danse, dallo style volant di Didelot alla scuola russa, dal Royal Ballet alla modern dance e alla post-modern dance.

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