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NEWS E CURIOSITÀ DELLA DANZA

IL CORSARO - Teatro dell'Opera di Roma ›  Torna alle news

Il Corsaro ballettoAl Teatro dell’Opera di Roma fino al 29 maggio, un grande evento:
Il Corsaro balletto in tre atti tratto dal poema “Il Corsaro” di George Byron, sulle musiche di Adolph Adam, Léo Delibes, Riccardo Drigo e Cesare Pugni, i grandi compositori della danza. Si tratta di un momento memorabile.

Il Corsaro è una di quelle coreografie di cui si conosce più il nome che il balletto in sé. Rappresentato pochissime volte e questa in particolare è la prima che una compagnia di danza italiana ne inscena la versione integrale.

Dalla prima rappresentazione, che risale al giugno del 1856 all’Opéra di Parigi, si sono succedute diverse edizioni, russe e non solo, alcune cadute nel dimenticatoio altre tramandate fino ai nostri giorni. La versione per il Teatro dell’Opera è quella ricostruita (in parte) da Viatcheslav Khomyakov, che fra studi filologici e creazioni personali ha portato in Italia, finalmente, questo splendido balletto rimasto per troppo tempo nel dimenticatoio.

Ovviamente, come dice lo stesso coreografo «se ricreassi lo stile del tempo di Petipa – molta pantomima e poca danza –gli spettatori si annoierebbero a morte. » Dunque la sua versione è sì basata su quella originale ma è allo stesso tempo del tutto autografa.

Il corpo di ballo questa volta si dimostra all’altezza. Gli insiemi sono efficaci, supportati da un allestimento (come sempre del resto), di tutto rispetto. Costumi e scenografie non deludono mai. Ricercatezza e ricchezza. Splendido l’effetto del naufragio, con la barca alla deriva, così come i riverberi della luce sulle onde del mare disegnate sul fondale - elemento scenico difficilmente realizzabile, uno dei motivi, pertanto, per cui questo balletto non è stato quasi mai rappresentato nella sua versione integrale.

Primi ballerini ospiti di tutto rispetto, da Alessio Carbone (lo schiavo Alì) étoile internazionale, oggi splendido primo ballerino all’Opéra di Parigi e Mara Galeazzi (Medora). Molto meno convincente Ivan Popov (Lankedem, il mercante di schiavi) russo ospite habituè che però risulta piuttosto eccessivo nella mimica e disordinato sulla danza vera e propria.

Il famoso pas de trois, quello più conosciuto, fra lo schiavo Alì e Medora a cui partecipa marginalmente Conrad, il Corsaro, ci regala un momento di grande danza. In realtà questo pas de trois è molto più conosciuto come pas de deux, utilizzato anche come pezzo di bravura, Alessio Carbone è una certezza. Splendido nelle linee e nella forza.

Ci auguriamo di veder crescere l’ensemble del Teatro dell’Opera in questa direzione e con sempre maggiore convinzione.

Sito ufficiale: www.operaroma.it

 

Tania Mastrangioli
Teatro.org - rubrica tutto danza

Foto: Falsini

 


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