Origini della coreografia

Coreografia "La coreografia è l'arte di comporre le danze e i balletti, principalmente per la scena, per mezzo di passi e figurazioni".

La coreografia, di cui si rintracciano alcuni precursori già nel periodo preistorico, subì un lungo periodo di oblio in occidente a causa dell'avversione mostrata dalla Chiesa verso la danza, intesa come genere.

Nel 15° secolo finalmente cominciarono a comparire i primi trattati che diedero fondamento alla codifica dei passi e delle figure ad opera ad esempio di Antonio Cornazano (1455, Libro dell'arte del danzare)

Uno dei primi esempi di coreografia moderna fu ideato da Balzarini di Belgioioso, nel 1581, presso la corte di Caterina de' Medici. Questa coreografia fu denominata "Ballet comique de la Royne".

 

Sino all'inizio del 19° secolo, la coreografia inteso come termine designava unicamente "l'arte di scrivere la danza". Venivano infatti descritti i balletti in tutti i loro movimenti, dando particolare importanza all'associazione tra la figura danzante e il motivo musicale.

Carlo Blasis fu il primo, nel 1820, a utilizzare questo termine per riferirlo a colui che inventa le figure e i passi per la creazione di un balletto. Questo concetto non ebbe comunque alcun successo sino agli inizi del Novecento.

Nei primi anni di questo secolo infatti Fokine fissò i principi del coreografo moderno e della coreografia, la quale era un discorso unitario e osmotico con la mimica, la danza la musica, la scenografia e anche i costumi.

Nel 1935, inoltre, Serge Lifar pubblicò "Manifeste du chorégraphe" (dando a questo ruolo uno statuto di concetto) e definì l'autore dei balletti il "choréauteur", per distinguere le due figure.

Oggi invece si ripropone nuovamente, con la danza contemporanea, la questione dell'autore delle opere collettive e si tende a considerare il mestiere del coreografo e dell'interprete come diversi e complementari, poiché l'uno può esistere senza l'altro.