Léonide Massine

Léonide Massine Biografia: Leonide Massine (nato Leonid Fyodorovič Myasin) nacque a Mosca l’8 agosto 1895. Studiò alla Scuola di ballo del Bolshoi con Gorsky, si diplomò nel 1912 e iniziò la sua carriera di ballerino presso la Compagnia moscovita.

L’incontro con Diaghilev mutò la sua vita artistica. L’impresario dei Ballets Russes lo notò, infatti, mentre danzava nel “Don Chisciotte” e nel “Lago dei cigni” al Bolshoi. Rimase incantato dalla bellezza di Massine, che, pur non essendo particolarmente dotato come danzatore, possedeva una presenza scenica considerevole, tanto che una delle sue ambizioni era anche stata quella di diventare attore. Diaghilev, che aveva appena rotto il suo rapporto con Nijinskij dopo il di lui improvviso matrimonio, riconobbe immediatamente in Massime colui che avrebbe potuto eclissare la fama del suo ormai ex favorito. Lo persuase perciò ad unirsi alla compagnia e nel 1914 Massine iniziò la collaborazione con i Ballets Russes. Anzitutto, perfezionò gli studi di danza con Enrico Cecchetti e, dopo pochissimo tempo, divenne pronto per diventare la star della compagnia. L’occasione l’ebbe quasi immediatamente quando gli fu affidato il ruolo di protagonista nel balletto di Fokine “La leggenda di Giuseppe” che da lui venne interpretato in modo superbo.

Nel 1915 mise in scena la sua prima coreografia ”Le soleil de nuit” (musica di Rimsky-Korsakov) e, da quel momento in poi, divenne interprete e creatore di molti lavori di successo dei Ballets Russes tra i quali “Les femmes de bonne humeur” (1917, musica di Scarlatti), “Parade” (1917, musica di Satie), “La boutique fantasque” (1919, musica di Rossini orch. da Respighi), “Le Tricorne” (1919, musica di de Falla), “Le astuzie femminili” (1920, musica di Cimarosa orch. da Respighi), “Le chant du rossignol” (1920, musica di Stravinsky), “Pulcinella” (1920, musica di Stravinsky), “Le Sacre du printemps” (1920, musica di Stravinsky).

Durante quel periodo, durato sette anni, aveva instaurato un legame con Diaghilev che andava al di là del lavoro e questo rapporto di affettuosa intimità permise a Massine di ampliare le sue conoscenze di personalità del mondo dell’arte e dello spettacolo e di coltivare la sua educazione artistica.

Nel 1920 avvenne la rottura della relazione tra i due a causa anche stavolta di un matrimonio: quello di Massine con la prima delle sue tre mogli (nell'ordine: Vera Savina, Eugenia Delarova, Tatiana Orlova). Massine, tuttavia, continuò la sua carriera di ballerino e coreografo nelle maggiori compagnie del mondo per poi tornare a collaborare con i Ballets Russes nel 1925 come coreografo ospite. In questo suo secondo periodo presso la compagnia mise in scena “Zephire et Flore” (1925, musica di Dukelsky), “Les Matelots” (1925, musica di Auric), “Le Pas d’acier” (1927, musica di Prokofiev), “Mercure” (1927, musica di Satie), “Ode” (1928, musica di Nabokov).

Dopo la morte di Diaghilev, avvenuta nel 1929, si sciolse la compagnia dei Ballets Russes. Intanto Massime, per un periodo, dal 1928 al 1930, lavorò negli Stati Uniti come ballerino e maestro di ballo del Roxy Theatre di NewYork ed a Philadelphia nel 1930 rimise in scena la sua “Sacre du Printemps” affidando il ruolo di protagonista a Martha Graham. Lavorò, inoltre, con la compagnia di Ida Rubistein per la quale mise in scena “David” (1928, musica di Sauguet) e “Amphion” (1931, musica di Honneger).

Nel 1932 si unì ai Ballets Russes de Montecarlo diretti dal Colonnello de Basil con direttore artistico René Blum. Per quella compagnia creò lavori quali: “Jeux d’enfants” (1932,musica di Bizet), “Choreartium” (1933, sulla Quarta sinfonia di Brahms), “Les Presages” (1933, sulla Quinta sinfonia di Ciaikowsky), Symphonie fantastique (1936, musica di Berlioz). Quando, nel 1936 avvenne la rottura tra de Basil e Blum, Massine sperò di diventare direttore artistico della compagnia, diventata adesso Ballets Russes du Colonnel de Basil, ma la cosa non avvenne e ciò provocò il malcontento del coreografo che si unì nel 1938 alla compagnia di Blum “Les Ballets de Montecarlo” nata nel 1936 in seguito a quella rottura. Massine fu nominato da Blum direttore artistico e la compagnia prese il nome di Ballet Russe de Montecarlo.

Nella sua permanenza presso la compagnia di Montecarlo, Massine, dal 1938 al 1942, creò balletti quali “Gâité parisienne” (1938, musica di Offenbach-Rosenthal), “Settima sinfonia” (1938, musica di Beethoven), “Nobilissima visione (1938, musica di Hindemith), “Capriccio espagnol” (1939, musica di Rimsky-Korsakov), “Rouge e noir” (1939, sulla Prima sinfonia di Shostakovich), "Baccanale" (1939, musica di Wagner), Labyrinth (1941, sulla Settima sinfonia di Schubert) sviluppando la sua produzione di balletti sinfonici iniziata nel 1933 con “Les Presages” e “Choreartium”.

Nel 1942 Massine ritornò negli Stati Uniti per lavorare con l’American Ballet Theatre per il quale mise in scena “Aleko” (1942, musica di Ciaikowsky) e “Mademoiselle Angot” (1943, musica di Lecocq) per continuare a lavorare con altre compagnie e per effettuare tournées con la compagnia da lui creata: Ballet Russe Highlights. Nel 1944 prese la cittadinanza americana e mise in scena con la sua compagnia “Leningrad Symphony” (musica di Shostakovich) a New York nel 1945.

Nel 1947 Massine fece ritorno in Europa ospite delle più note compagnie e dei più importanti teatri non smettendo mai di creare nuove coreografie. Fino alla sua morte, avvenuta a Weseke bei Borken in Westfalia il 15 marzo 1979, la sua vena ispiratrice non si prosciugò mai. Mise in scena in quegli anni, tantisime nuove produzioni quali: “Clock Symphony” (1948, Sadler’s Wells Ballet, musica di Haydn), “Le peintre et son modèle” (1949, Ballets de Champs Elysées, musica di Auric), “Aroldo in Italia” (1951, Ballet Russe de Montecarlo, musica di Berlioz), “Laudes Evangelii” (1952, Sagra musicale Umbra di Perugia, musica di Bucchi), “Mario e il mago” (1956, La Scala di Milano,musica di Mannino), “Don Giovanni” (1958, La Scala di Milano, musica di Gluck), “Fantasmi al Grand Hotel” (1959, La Scala di Milano, musica di Chailly). Nel 1960 costituì per il Festival di Nervi il Balletto Europeo e coreografò “Le Bal des voleurs”(musica di Auric) e “La commedia umana” su musiche antiche.

I suoi interessi si rivolsero anche al mondo cinematografico. Tra i film che diresse come coreografo ed interprete, famosi furono “Scarpette rosse” (1948), “I racconti di Hoffmann” (1951), “Carosello napoletano” (1954). Fu anche autore di due libri autobiografici “My life in Ballet” (Londra, 1968) e “Massine on Choreography” (Londra 1976) e, per un periodo, nel 1923, aprì una sua scuola a Londra avendo come allievo Ashton. Innamorato dell’Italia, nel 1924, comprò tre isolotti dell’arcipelago Li Galli, posizionati di fronte a Positano e, nel maggiore di questi, denominato Gallo lungo, costruì la sua villa. L’arcipelago fu poi rivenduto nel 1979 a Rudolf Nureyev quando questi si recò a Positano per ritirare il premio intitolato al grande Massine dopo la sua morte. I suoi figli, Tatiana e Lorca, hanno seguito le orme del padre e portato avanti il suo messaggio di danzatore e coreografo.

Leonide Massine fu uno dei massimi rinnovatori del balletto del Novecento. Nel corso della sua prolifica carriera di coreografo affrontò con successo i generi più diversi distinguendosi sia nei soggetti umoristico-grotteschi che lirici e narrativi e, soprattutto, per aver saputo concepire i balletti sinfonici e cioè balletti ispirati a famose partiture musicali che hanno portato alla creazione del balletto concertante che è ancora alla base di tante coreografie di danza contemporanea.