Jean Dauberval

Jean Bercher Biografia: Jean Bercher, soprannominato D’Auberval o Dauberval, nacque a Montpellier il 19 agosto 1742. Figura tra le più innovative della danza della fine del Settecento, si dedicò per la diffusione e per la realizzazione delle teorie di Noverre. Di lui Noverre ebbe grande ammirazione citandolo anche in una delle sue celebri lettere nella quale ne esaltava lo spirito, il gusto, l’intelligenza e la capacità di aver saputo snellire e perfezionare il genere di Jean-Barthélemy Lany.

Il giovane Dauberval studiò all’ Accadémie Royale de la musique (poi divenuta Opéra di Parigi) dove esordì nel 1761 nel balletto “Zaïs” accanto alla grande Marie-Madeleine Guimard. Dopo esser diventato nel 1763 primo ballerino, nel 1770 danseur noble e nel 1771 maître de ballet aggiunto dell’Opéra, lavorò in numerosi divertissements d’opera di Rameau e Gluck e partecipò alla creazione dei balletti pantomima di Gardel (“La Chercheuse d’esprit” 1777) e di Noverre (“Les petits riens” 1778) ma non riuscì ad esaudire, pur essendo un danzatore di gran successo e un ottimo maître, la sua aspirazione di succedere a Gaetano Vestris nella gerarchia di direzione del teatro parigino e, pertanto, nel 1783 consegnò le sue dimissioni e si trasferì al Teatro di Bordeaux.

La sua presenza a Bordeaux, prima come primo ballerino e poi come maître e coreografo, consentì a quel Teatro di affermarsi in modo tale da divenire il primo teatro dopo quello parigino per l’esecuzione dei grandi balletti. Dal 1783 al 1791 egli allestì numerosi lavori di gran successo ma, soprattutto, fu lì che l’1 luglio 1789 vide la luce il suo capolavoro coreografico “Le Ballet de la Paille: ou il n’est qu’un pas du mal au bien”, che divenne poi “La fille mal gardée” il 30 aprile 1791 quando Dauberval lo rimontò al King’s Pantheon Theatre di Londra.

Il balletto, considerato il primo importante esempio di balletto di carattere, andato in scena pochi giorni prima della Rivoluzione francese ed interpretato da Marie-Madeleine Crespé (in arte M.lle Thèodore), moglie di Dauberval, per la prima volta nella storia della danza rappresentava un argomento moderno, comico-sentimentale, coinvolgente persone e fatti del mondo reale in un ambiente borghese e contadino e su musiche popolari francesi. “La fille mal gardée” sopravvisse senza sosta fino all’epoca romantica ed è il balletto più antico tuttora ancora rappresentato anche se la sua forma attuale è ben diversa da quella del Settecento soprattutto dal punto di vista musicale in quanto le musiche furono riscritte e rielaborate da Ferdinand Hérold per la versione di Jean-Pierre Aumer del 1828.

Jean Dauberval morì a Tours il 14 febbraio 1806.

Eccellente nelle danze allegre e forti, amante dell’armonia e della misura, si dedicò allo sviluppo della danse haute e d’élévation. Piuttosto che abbagliare gli spettatori, cercò sempre di toccare il loro cuore. I suoi balletti, infatti, raccontavano la vita della gente comune e spesso trattavano le situazioni sentimentali con umorismo. In scena i suoi personaggi erano ben caratterizzati e umani e i suoi interpreti dovevano possedere una tecnica solida unita a grande espressività. Anche dal punto di vista educativo egli seppe creare un vivaio di futuri talenti. Tra i suoi allievi, infatti, vi furono Carlo Blasis, Charles Didelot, Jean-Pierre Aumer, Salvatore Vigano.