Carlo Blasis

Carlo Blasis Biografia: Carlo Blasis, il grande teorico ricordato come il padre della danza, colui che seppe tramandarci tutto lo scibile della tecnica del fare danza, nacque a Napoli il 4 novembre 1797. Il padre, Francesco, compositore di musica per scelta (la famiglia aveva invece una lunga tradizione nel campo navale), volle per i suoi tre figli, un maschio e due femmine, la migliore educazione possibile e Carlo crebbe, dunque, in un’atmosfera molto favorevole per il suo sviluppo artistico.

L’amorevole e colta influenza nella sua crescita del padre, il quale seguì personalmente i suoi studi musicali, e l’insegnamento dei migliori maestri del tempo in anatomia, letteratura, disegno, geometria, architettura e danza, per la quale egli dimostrò una notevole predisposizione, portarono il padre Francesco ad indirizzarlo verso quell’arte. Studiò infatti danza con Dutarque a Marsiglia, Brache a Bordeaux e Gardel, Milon e Vestris a Parigi.

Era molto giovane quando la famiglia Blasis si trasferì a Marsiglia dove Carlo fece il suo debutto nel teatro principale della Città, seguito da un tour in provincia. Qualche anno dopo diventò ballerino effettivo del Teatro di Bordeaux dove ebbe la fortuna di diventare molto intimo con Dauberval. Il suo successivo esordio a Parigi presso l’Academie Royale de la Musique gli aprì le porte del Teatro dell’Opéra. A Parigi conobbe Gardel col quale instaurò un rapporto di grande stima ma fu costretto a lasciare il teatro per via di intrighi e gelosie che non gli consentivano di lavorare serenamente.

La sua meta successiva divenne Milano dove ebbe come maître de ballet Salvatore Vigano presso il Teatro alla Scala quando nel 1818 ottenne un ingaggio. L’Italia fu in seguito il luogo dove lavorò per la maggior parte del tempo salvo una breve migrazione nuovamente a Parigi dove pubblicò il suo libro “De l’origine et des progrés de la danse ancienne et moderne”.

Nel frattempo aveva pubblicato nel 1820 a Milano “Traité élémentaire, théorique et pratique de l’art de la danse” ed aveva esordito come coreografo, sempre alla Scala, mettendo in scena il balletto “Il finto feudatario” che non ebbe molto successo. D’altronde, pur avendo egli composto circa novanta coreografie, fu più ricordata la sua personalità teorica e didattica piuttosto che coreografica.

Nel 1826 fu invitato al King’s Theatre di Londra come premieur danseur e qui scrisse il celebre “The Code of Terpsichore”. Prima che il libro fosse terminato la Compagnia di ballo fece bancarotta e il manoscritto del suo trattato andò perso. Il volume fu comunque pubblicato a Londra nel 1828 e venne tradotto, successivamente, in francese nel 1830 col titolo “Manuel complet de la danse” .

Nel 1830 Blasis accompagnò sua sorella Virginia a Genova. Qui incontrò Annunziata Ramaccini, una ambiziosa ballerina di talento, e la sposò. Grazie alla sua influenza, la moglie si affermò nella carriera e i due danzarono insieme sino a quando un malanno ad un piede costrinse Blasis ad abbandonare il palcoscenico, anche se per qualche anno ancora continuò ad esibirsi con la moglie in ruoli minori.

Nel 1837 Blasis venne nominato direttore dell’Accademia di Ballo della Scala di Milano e sua moglie ne divenne condirettrice. Qui, sino al 1850, ebbe la grande opportunità di mettere in pratica le sue idee sull’insegnamento della danza. Durante il suo periodo di permanenza presso lo Scala fiorirono numerosi professionisti della danza e si sviluppò la tradizione della danza italiana in tutta Europa. A Milano pubblicò, inoltre , nel 1857 il suo libro dal titolo “L’uomo fisico”: un trattato filosofico in cui venivano esaltati i sentimenti e i principi fisici regolatori dell’arte della danza.

Dal 1861 al 1864 si stabilì in Russia presso il Bolshoi di Mosca, rinnovando il repertorio della Compagnia e mettendo in scena nuovi lavori. Carlo Blasis morì a Cernobbio il 15 febbraio 1878.

A Carlo Blasis si deve il passaggio dalla grande scuola accademica francese a quella italiana che costituì l'elemento saldatore tra la danza classica ed il balletto romantico. Da lui inoltre derivò una particolare posa di danza: l’attitude, ispirata alla statua di Mercurio del Giambologna. Blasis, uomo molto colto, danzatore, coreografo, insegnante di danza, compositore di musica, scrittore, disegnatore, filosofo, scrisse numerosi trattati e manuali sulla didattica della danza ed è considerato il fondatore di un metodo vero e proprio di danza dal quale discenderanno i grandi maestri del tardo Ottocento e del primo Novecento (da Giovanni Lepri a Enrico Cecchetti).

Dalla sua scuola uscirono splendidi interpreti ed il suo insegnamento fu destinato ad avere una grandissima influenza su tutto il balletto futuro tanto che si può dire che la scuola del Blasis può essere considerata ancora oggi la vera scuola del ballerino classico accademico.