Sergej Sergeevič Prokof'ev

Sergej Sergeevic Prokof'ev Biografia:
Sergej Sergeevič Prokof'ev nacque a Sontsovka il 11 aprile 1891 da una famiglia benestante che lo introdusse fin da bambino allo studio della musica, in particolare del pianoforte. Sua madre stessa era pianista. Iniziò a prendere lezioni di composizione nel 1902; uno dei suoi primi lavori fu una composizione per piano in fa maggiore, ma scritta senza includervi il si bemolle. Appena fu in possesso delle basi teoriche, iniziò a sperimentare, gettando le basi del proprio stile musicale.

Le sue prime opere risalgono al 1908, quando aveva soli 17 anni. Benché la famiglia non fosse troppo propensa ad avviarlo alla carriera musicale in così giovane età, nel 1904 Prokof'ev si iscrisse al Conservatorio di San Pietroburgo, superando i test di ammissione e iscrivendosi alla classe di composizione pur essendo di diversi anni più giovane dei suoi compagni di corso. Fu visto come eccentrico e arrogante, fu spesso insofferente verso l'istituzione scolastica, ritenuta noiosa.

Divenne amico di Boris Asafiev e di Nikolaj Mjaskovskij. Al conservatorio studiò sotto la guida, tra gli altri, del maestro Nikolaj Rimskij-Korsakov guadagnandosi la fama di enfant terrible e diplomandosi in composizione nel 1909. Nel 1910 muore suo padre e viene meno il suo sostegno economico; fortunatamente il giovane compositore è già noto ed apprezzato a sufficienza per potersi mantenere con la propria arte. I suoi primi due concerti per pianoforte vengono composti in questo periodo: il primo nel 1912 (che suonerà due anni dopo per il Premio Rubinstein) e il difficilissimo e virtuosistico secondo nel 1913, con il quale intendeva affermarsi come pianista-compositore.

Nel 1914 Prokof'ev lascia il conservatorio con i migliori voti della propria classe e vince il premio Anton Rubinstein come miglior studente di pianoforte. Poco dopo parte per un viaggio a Londra dove incontra Sergej Djaghilev e Igor Stravinskij. Durante gli anni della prima guerra mondiale Prokof'ev ritorna al conservatorio per studiare organo. Scrive un'opera basata sul romanzo "Il giocatore" di Fëdor Dostoevskij, ma le prove sono funestate da continui problemi e la prima, nel 1917, viene cancellata per degli avvenimenti della Rivoluzione di febbraio.
Nell'estate dello stesso anno compone la sua prima sinfonia, detta la Classica, composta in uno stile ispirato al neoclassicismo e a Joseph Haydn.

Dopo un breve soggiorno con sua madre a Kislovodsk, nelle montagne del Caucaso, torna nel 1918 a San Pietroburgo deciso a lasciare almeno temporaneamente la Russia. Nel 1918, all'età di 27 anni, lascia quindi la sua terra natale e comincia a viaggiare in Europa e in America dove siglò un contratto per la produzione della sua nuova opera The Love for Three Oranges, Parigi (dove eseguì la sua seconda sinfonia) Londra e Chicago sono state per lui tappe fondamentali, che hanno fortemente influenzato la sua maturazione artistica.

Il suo ritorno nell'Unione Sovietica risale al 1923, quando volle partecipare alla trasformazione sociale e culturale del Paese. Venne anche accusato di formalismo dall'apparato burocratico di Stalin. In questo clima Prokof'ev si dedicò alla composizione di musica per bambini (Tre canzoni per bambini, Pierino e il lupo tra le altre) nonché alla monumentale Cantata per il ventennale della Rivoluzione d'Ottobre che tuttavia non verrà mai eseguita pubblicamente. La guerra ispirò a Prokof'ev l'opera Guerra e pace, a cui lavorò per due anni, alternandolo alle musiche per il film di Sergej Eizenstejn dedicato a Ivan il Terribile, e al suo secondo quartetto d'archi.
L'opera, tuttavia, subì numerose revisioni imposte dall'"unione dei compositori" e non debuttò mai.

Nel 1944 Prokof'ev si trasferì in una tenuta fuori Mosca e compose la sua Quinta Sinfonia (op.100) che risulterà essere la sua opera più apprezzata dal pubblico. Il periodo della guerra è segnato anche dalla composizione delle tre Sonate di guerra per pianoforte (le numero 6, 7 e 8), in cui appaiono ruggire gli echi di un nuovo corso storico che lascia attonita e ammutolita un'intera generazione.

Prokof'ev Morì il 5 marzo per una emorragia cerebrale. La notizia della sua morte passò pressoché inosservata perché lo stesso giorno morì anche Stalin.

Sergej, divenne uno dei massimi artisti che la scuola russa avesse prodotto in quel periodo. La sua musica piaceva perché ironica, talvolta sarcastica, ma soprattutto istintiva e ritmicamente travolgente. Per il suo eclettismo qualcuno lo definì un "musicista al quadrato". È ricordato anche perché fu uno dei primi artisti a lavorare nella settima arte, cioè il cinema come compositore di colonne sonore.