Le Spectre de la Rose

Le Spectre de la Rose Balletto in un atto.
Libretto e coreografia Jean-Louis Vaudoyer
Prima rappresentazione Montecarlo, Ballets Russes di Serge de Diaghilev, 19 aprile 1911

Trama
: Al levarsi del sipario, una ragazza rientra da un ballo (probabilmente i suo primo). Vinta dalla fatica si addormenta su una poltrona. Sogna e, nel sogno, la rosa che stringe in pugno si trasforma in uno spirito che le prodiga carezze, danza con lei, si abbandona a una vertigine passeggera per poi, all'alba, sparire da dove era entrato.

Le spectre fu, innanzitutto, una delle opere più ispirate di Fokine; in secondo luogo, fu il balletto che rivelò il genio di Nijinski al grande pubblico parigino.
Nel solo 1911, infatti, vi furono trenta rappresentazioni del balletto di cui una al Théâtre du Châtelet e due al Plais Garnier (Opéra, dicembre).
Karsavina e Nijinski vennero identificati, nell' immaginario del pubblico, con i due personaggi dello Spectre de la rose. Sempre nel 1911, 26 giugno, il balletto fu rappresentato al Covent Garden di Londra in occasione dell'incoronazione di Giorgio V.

La coreografia è semplice, ma solo in apparenza, senza nulla di inutile o di falsamente brillante. Il virtuosismo dei due interpreti viene messo al servizio del sentimento e della poesia danzante. Un solo movimento, un solo soffio sembra animare questa danza fatta di trasparenze. Le braccia, non più sottomesse alla regola classica, dimentiche dell'inflessibile rigore delle loro posizioni, si librano nello spazio, disegnano volute, cerchi, linee che parlano, cantano, vivono. Il celebre pas de deux è stato interpretato da molti danzatori, a cominciare dai ballerini di Diaghilev (Gavrilov, Idzikowsky, Dolin e Lifar) per arrivare a quelli del Marquis de Cuevas (Serge Golovine) e ai più recenti Nureyev e Baryshnikov.