Lo Schiaccianoci

Lo Schiaccianoci Lo Schiaccianoci (in russo Щелкунчик, Ščelkunčik) è un balletto con musiche di Pëtr Il'ič Čajkovskij, il quale seguì minuziosamente le indicazioni del coreografo Marius Petipa e, in seguito, quelle del suo successore Lev Ivanov.

L'occasione fu offerta dal principe Vsevolojskij, direttore dei teatri imperiali, che suggerì come soggetto "Schiaccianoci e il re dei topi", un racconto di E.T.A. Hoffmann, da lui letto nella traduzione francese e libera versione di Alexandre Dumas padre.

All'inizio il compositore non fu molto entusiasta del soggetto ma Petipa seppe convincerlo del contrario elaborando un libretto dove la vicenda rimaneva in secondo piano rispetto all'atmosfera magica che ne venne fuori ed in cui sentimento, amore, sogno, divertimenti, prodigi venivano esaltati.

Il coreografo francese, da grande uomo di teatro quale era, seppe così trovare la formula giusta perchè il cupo racconto di Hoffmann divenisse uno spettacolo di grande successo e incanto. E Chaikosvkij, che aveva iniziato a comporre la musica con tanta fatica, data la vecchiaia incipiente, si buttò sul lavoro con grande inventiva e rinnovato entusiasmo sperimentando nella partitura addirittura l'utilizzo di strumenti particolari per bambini.

Il balletto andò in scena il 18 dicembre 1892 al Teatro Mariinskij di San Pietroburgo ma con la coreografia di Lev Ivanov in quanto nel frattempo Petipa si era ammalato e con Riccardo Drigo direttore dell'Orchestra. Interpreti di quella "prima" furono l'italiana Antonietta Dell'Era (la Fata Confetto) e il pietroburghese Pavel Gerdt, insieme a Olga Preobrajenska e il giovanissimo Nicolaj Legat (futuro maestro di Nijinskij e Fokin). Il ruolo di Clara era sostenuto da una bambina della Scuola di ballo del Teatro.

Trama
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Atto I°

E' la sera della vigilia di Natale. Nella casa del borgomastro di Norimberga, Clara e Fritz, i suoi due figli, stanno adornando l'albero. Arrivano gli invitati: gli amichetti dei due bambini e i loro genitori. Giunge anche Drosselmeyer, uno strano tipo con una benda nera su un occhio. Ha portato doni per tutti. Per Clara c'è un dono speciale: uno Schiaccianoci a forma di soldatino che Fritz, geloso, strappa dalle mani della sorella e butta per terra rompendolo. Dolcemente Drosselmeyer lo aggiusta strappando un sorriso a Clara mentre i bambini riprendono a fare baldoria ed i genitori cercano di riportare la calma. La serata si conclude con la festosa danza del nonno e gli ospiti se ne vanno.

E' l'ora di andare a dormire. Clara si addormenta abbracciando il suo Schiaccianoci e.... sogna. In un attimo la stanza comincia a crescere, l'albero, i giocattoli diventano enormi e grandi topi invadono la stanza inseguendo Clara. Anche lo Schiaccianoci adesso è accanto alla bambina e porta con sè un esercito di soldatini che mette in fuga i topi. Rimane solo da sconfiggere il re dei topi che lo Schiaccianoci affronta coraggiosamente ma è la pantofola lanciata da Clara che lo mette al tappeto. Avviene il prodigio: lo Schiaccianoci si trasforma in un bel Principe e invita Clara ad andare con lui nel castello magico. La stanza diventa un bosco con i fiocchi di neve che danzano. Inizia il viaggio incantato.

Atto II°

La Fata Confetto accoglie Clara e il Principe che racconta della battaglia con i topi. Inizia una grande festa, alla quale prendono parte la cioccolatta, il caffè, il tè, il Trepak, i pasticcini, i pulcinella, e che si conclude con i fiori che danzano. E' poi la Fata Confetto a ballare con il Principe (nelle successive versioni con Clara) finchè il sogno svanisce. Nella stanza tutto è tornato normale. C'è ora Clara che si risveglia con il suo Schiaccianoci tra le braccia.


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