Il pomeriggio di un Fauno

Il pomeriggio di un Fauno Il pomeriggio di un fauno (in francese, L'Après-midi d'un faune) è un balletto moderno coreografato da Vaclav Nižinskij per la compagnia di ballo dei Ballets Russes, con lo stesso Nižinskij nella parte del fauno, ed eseguito per la prima volta a Parigi il 29 maggio 1912. La messa in scena ricorda un dipinto di un antico vaso greco, con i danzatori che spesso attraversano il palcoscenico di profilo, come un bassorilievo: si svolge solamente in un atto. La musica si basa sul Prélude à l'après-midi d'un faune di Claude Debussy e la scenografia originale è di Léon Bakst; lo spartito e il balletto sono entrambi ispirati dalla famosa poesia omonima di Stéphane Mallarmé.

Lo stile del balletto, nel quale un giovane fauno incontra diverse ninfe, amoreggia con loro e infine le rincorre, è deliberatamente arcaico. Nel 1910, il coreografo Vaslav Nijinsky si reca al museo del Louvre, presso la sezione riguardo all'arte ellenica e trova come fonte d'ispirazione un vaso a fondo nero: la gestualità dell'opera e i profili vengono ricreati nel balletto. Nijinsky dunque inizia a creare le coreografie sperimentando, laddove possibile, i nuovi elementi del balletto sulla sorella Bronislava o il ballerino giovane e ricco di talento Alexandre Gavrilov: la gestualità e le movenze sono quelle tipiche delle figure arcaiche, rappresentate appunto sul vaso di argilla rossa.

I passi e le movenze pretese da Nijinsky però sono del tutto estranee al repertorio dei ballerini, che si trovano in grande difficoltà nell'inscenare ciò che il coreografo richiedeva: la ninfa principale, Ida Rubinstein, rinuncia subito alla prima sessione di lavoro. Per rispecchiare al meglio il concetto espresso dai vasi greci, i ballerini danzano con la testa e le gambe di profilo rispetto alla sala, mentre rimangono rivolte verso questo solamente il corpo e le braccia. A complicare i passi poi entra in gioco anche la musica, con cui Nijinsky instaura un rapporto complicato: la melodia di Claude Debussy serve solamente da paesaggio sonoro alla scena, mentre i movimenti dei ballerini sono violenti e discontinui. Solamente dopo numerose ripetizioni, le ninfe riescono a danzare in modo fluido, senza intoppi: il coreografo, all'opposto, che interpreta il ruolo principale del fauno, si limita ad una danza con i piedi ben ancorati al suolo, senza salti o piroette.

Trama: Un fauno, in un torrido pomeriggio estivo, disteso al sole sopra una collinetta, suona il flauto di Pan. Carico di desiderio sessuale e, preso da un guizzo, inizia a danzare. Sette ninfe in quel momento passano davanti al fauno, in catena inglese: questo, incuriosito, fissa le passanti. Il fauno vorrebbe giocare con loro e le insegue, ma queste spaventate fuggono: solamente una si sofferma per un istante. Il giovane metà uomo e metà animale tende il braccio verso la ninfa che però, appena i due vengono a contatto, anch'essa scappa, fugge via, lasciano cadere però il suo scialle. Il giovane allora raccoglie ciò che la ninfa ha fatto cadere, lo bacia, lo alza al cielo come trasportato da un'estasi e vi si adagia sopra, come per possederlo in un ultimo slancio erotico.