Paquita

Paquita Balletto in due atti e tre scene; libretto di Paul Foucher; coreografia di Joseph Mazilier; musica di Edouard Marie Ernest Deldevez; scenografia di Philastre, Cambon, Diéterle, Séchan, Despléchin; costumi di Lormier e d’Orschwiller. Prima rappresentazione: Parigi, Opéra, 1 aprile 1846 con interpreti Carlotta Grisi e Lucien Petipa. Tra i balletti del repertorio romantico, Paquita è uno dei più spettacolari. Qui infatti, dopo anni di villi e di creature irreali, trionfa una fanciulla viva e vera, allevata in un campo di zingari in Spagna durante l’occupazione napoleonica. La giovane salva la vita dell’ufficiale Lucien che si innamora di lei. Insieme affrontano numerose peripezie fino a scoprire che Paquita non è una zingara bensì una fanciulla di nobili origini e può così convolare a giuste nozze con il suo innamorato.

Nel 1881 Marius Petipa ne creò un nuovo allestimento per il Teatro di San Pietroburgo arricchendo la coreografia di un gran pas e di un pas de trois, su musica di Minkus, divenuti due esempi del virtuosismo spettacolare ed oggi nel repertorio delle maggiori compagnie internazionali. Per moltissimi anni del balletto sono state rappresentate soltanto le danze del secondo atto anche con differenti versioni coreografiche tra cui quelle di George Balanchine (1951) per la Compagnia di Cuevas; Alexandra Danilova che ha allestito una versione in un atto per i Ballet Russe de Monte Carlo (1949); Rudolf Nureyev, che ne è stato altresì interprete con Margot Fonteyn, che ha montato il gran pas per il Gala della Royal Academy of Dance (1964).

Si deve alla paziente e amorevole ricostruzione di Pierre Lacotte (una vera autorità in fatto di restauri storici), realizzata nel 2001 per il Balletto de l'Opéra di Parigi, se oggi il balletto Paquita viene goduto nella sua splendida interezza dal pubblico di tutto il mondo.


Articoli forniti da Daniela Santol