Onegin

Onegin Balletto in tre atti e sei scene; musica di Piotr Ilic Ciaikovskij (arr. Kurt Heinz Stolze); libretto e coreografia di John Cranko; scenografia di Jürgen Rose. Prima rappresentazione: Stoccarda, 13 aprile 1965 con interpreti Ray Barra, Marcia Haydée, Ana Cardus, Egon Madsen.

Trama: Tratto dal romanzo in versi di Aleksandr Puškin, il balletto, che non utilizza nessuna delle musiche dell’opera omonima di Ciakovskij Eugene Onegin ma ne riprende il soggetto, narra della giovanissima Tatiana, piena di ingenuità e di fantasie romantiche, che si innamora di Onegin, un elegante ed annoiato ospite di Lensky, quest’ultimo fidanzato di Olga, sorella di Tatiana.



Dopo una notte tormentata Tatiana decide di scrivere una appassionata lettera d’amore ad Onegin, il quale, durante una festa da ballo, comunica freddamente alla giovane di non poterla amare e strappa la lettera che considera soltanto il gesto d’amore di un’adolescente. Nello stesso tempo, decide di provocare l’amico Lensky corteggiando Olga che accetta allegramente lo scherzo. Lensky, però, prende la cosa sul serio e sfida Onegin a duello. Il duello avviene, presenti le due ragazze che fino all’ultimo cercano di far ragionare Lensky, e si conclude con la morte di quest’ultimo. Alcuni anni dopo

Onegin è invitato ad un ballo nel palazzo del Principe Gremin che nel frattempo ha sposato Tatiana. Nel rivedere la fanciulla, che un tempo aveva rifiutato, Onegin rimane colpito dalla bellezza, dalla signorilità e dall’eleganza della giovane principessa e comprende l’enormità dell’errore commesso tanto che la vita gli sembra a questo punto ancora più vuota e senza scopo. Stavolta è Onegin a scrivere una lettera a Tatiana confessandole il suo amore e chiedendole di poterla rivedere.

Tatiana teme l’incontro e prega suo marito invano di non lasciarla sola. Onegin arriva e le dichiara tutto il suo amore, ma è ormai troppo tardi e, nonostante la grande emozione nel rivedere l’uomo da lei tanto amato, Tatiana strappa davanti ai suoi occhi la lettera e gli ordina di lasciarla per sempre.


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