La Fille mal gardée

La Fille mal gardée Balletto in quattro atti su una raccolta di canzoni ed arie popolari francesi, libretto e coreografia di Jean Dauberval.

Prima rappresentazione: Bordeaux, Grand Théâtre, 1 luglio 1789 con il titolo Le ballet de la Paille, ou Il n’est q’un pas du mal au bien e con interprete Marie Madeleine Crespé (moglie di Dauberval) nel ruolo di Lise.

La Fille mal gardée è l’unico balletto classico del 18° secolo ancora oggi in repertorio. Rimontato innumerevoli volte sin dal sua prima rappresentazione avvenuta nel 1789, due settimane prima della presa della Bastiglia, quando fu messo in scena dal coreografo Jean Dauberval (1742-1806) su una partitura di musiche popolari francesi, la Fille è il primo ballet d’action nel quale le parti virtuosistiche si alternano a parti mimate.

In realtà, già in precedenza, nel 1786, era stato rappresentato a Copenaghen un ballet d’action dal titolo Les caprices de Cupido et le maître à danser del coreografo Vincenzo Galeotti che però era rimasto soltanto ristretto al repertorio danese. Della coreografia originale del balletto di Dauberval, rappresentato all’inizio con il titolo Le ballet de la Paille, ou Il n’est q’un pas du mal au bien, non è rimasta nessuna traccia tranne che il canovaccio della storia.

Nel balletto, rimontato dallo stesso Dauberval nel 1791 a Londra presso il Pantheon Theatre, dove acquisì l’attuale titolo, vengono abbandonati per la prima volta i temi mitologici per descrivere la vita di ogni giorno attraverso l’esposizione di una storia semplice e lineare di ambiente contadino e con l’inserimento di personaggi grotteschi come Mamma Simone, la madre della protagonista Lise. Infatti, il balletto narra la storia di Lise, giovane contadina innamorata di Colas, il cui amore è osteggiato dalla madre Simone (ruolo danzato da un uomo en travesti) che vuole che la figlia sposi Alain, figlio un po’ tonto di un ricco proprietario terriero. Dopo parecchie vicissitudini, culminate nel ritrovamento dei due innamorati nella stanza da letto, la vedova acconsente alle nozze ed i due giovani possono finalmente coronare il loro sogno d’amore.

La novità della messa in scena di un balletto che raccontava la storia di persone di tutti i giorni sullo sfondo di una campagna e di una fattoria con momenti esilaranti come quelli del pollaio animato, conquistò immediatamente il pubblico del tempo. Sicchè la Fille nel 1828 veniva ripresa da Jean Aumer all’Opera di Parigi con un nuovo arrangiamento musicale costituito in parte dalle musiche originali di ignota attribuzione e in parte da brani tratti dalle opere di Rossini completata dalla musica composta appositamente da Louis Ferdinand Herold. Nel 1864 il musicista Peter Ludwig Hertel compose una nuova versione per il balletto che fu coreografato da Filippo Taglioni al Teatro di Berlino e su questa versione si basa la ripresa della Fille avvenuta a Pietroburgo nel 1885 e coreografata da Petipa ed Ivanov con Virginia Zucchi: una Lise tra le più acclamate.

La fille mal gardée, con le musiche di Hertel o di Herold, era entrata ormai nel repertorio di molte compagnie ma il culmine del suo successo avviene il 28 gennaio 1960 quando Frederick Ashton coreografa il balletto per il Royal Ballet nella partitura di Herold ripresa da John Lanchberry e con l’aggiunta di nuovi brani musicali tra i quali il tema del “temporale” tratto dal secondo atto della “Cenerentola” di Rossini. Nel balletto, in due atti e tre scene, vengono richiamate le danze popolari francesi (danze dei nastri e degli zoccoli) mentre ogni quadro viene introdotto da un danzatore-gallo accompagnato da quattro ballerine-galline. Una recente e differente versione è stata proposta da Hans Spoerli nel 1981 all’Opera di Parigi con musiche adattate da Jean Marie Damase e successivamente da Ivo Cramer a Nantes nel 1989.


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