Il Bolero

Il Bolero Spettacolo della compagnia del Teatro di San Carlo al Teatro Politeama di Napoli.

Napoli in tutte le salse per il Natale, con un Teatro Politeama per l’ultima volta residenza della compagnia di balletto del Teatro di San Carlo di Napoli in un’occasione di festa. Festa arricchita dal III atto del titolo Napoli di Bournonville e la perla del repertorio sancarliano Bolero.

Titoli per uno spettacolo dedicato ai ragazzi delle scuole e del pubblico più competente con serate ad hoc, all’insegna dell’augurio reciproco di un migliore 2009 per la città e la compagine. Stando al programma di questo mese di dicembre si evince tutto l’interesse della direzione artistica del comparto coreutico di fidelizzare il proprio pubblico, con proposte volutamente disomogenee e della massima varietà in termini di stile e forme. Tutto in attesa del grande titolo di febbraio, quella attesissima Giselle rivista da Anna Razzi e con Roberto Bolle protagonista in scena al fianco di Alicia Amatriain.

Ma prima dell’impegno più prestigioso del prossimo anno ci piace ricordare le brillanti gesta del corpo di ballo del Teatro di San Carlo nel festoso atto III del balletto Napoli, con colori, scene, costumi e musiche degne della tradizione popolare ottocentesca della città. Qui Teresina e Gennarino hanno rivissuto la giusta ambientazione del grande coreografo francese trapiantato a Copenaghen, per la felice contaminazione di molteplici culture all’insegna dell’esplosività partenopea. Le musiche di Ravel e del suo Bolero hanno invece rappresentato il giusto contrappunto all’idea musicale di Napoli, con l’eco di Nijinska e Bejart a rivivere nelle composizioni coreografiche del Bolero, titolo universale della musica e del balletto del Novecento, coinvolgendo il pubblico adulto e quello giovanissimo di un Teatro Politeama sempre gremito.

Giusto in tempo per la riapertura del Teatro di San Carlo nel prossimo gennaio, dopo un semestre di lavori di restauro alla facciata ed alla platea, con ripresa dei colori originali degli stucchi di tutti i palchetti del Massimo napoletano. “Lavori utilissimi al nostro magnifico teatro - ammette Anna Razzi, direttrice della compagnia di balletto - perciò tutti abbiamo accolto con serenità l’immenso sacrificio dovuto. Tuttavia con novembre e dicembre abbiamo potuto offrire al numeroso pubblico una serie di spettacoli intensi, in attesa di tornare a lavorare a casa nostra, nella splendida cornice della sala Gallizia, per preparare quel capolavoro coreografico di Jean Coralli e Jules Pierrot su musiche di Adolph Adam, all’insegna dell’esaltazione dell’amore romantico per eccellenza, ovvero la Giselle innamorata del primo atto contrapposta a quella lunare del secondo.

A questo titolo sto dedicando infinite ore di lavoro per preparare tutto nei minimi dettagli, chiacchierando con Giusi Giustino per i costumi della corte e con gli scenografi per il migliore allestimento possibile. La città ed il pubblico di Napoli meritano tutto questo, nonostante il calvario di tutti i giorni.” E c’è da scommetterci che la Razzi saprà arricchire ancor più il repertorio della compagnia, già impreziosito in questo anno e mezzo di sudato lavoro, riportando il corpo di ballo in prima pagina per le rappresentazioni di capolavori quali Onegin, Lago dei cigni, Lo schiaccianoci, Mireille, Carmina Burana, Bolero e fra qualche settimana Giselle, giusto due anni dopo il primo titolo della direttrice Razzi. Per quella nuova era razziana di cui abbiamo sempre scritto con piacere.


Articoli forniti da Massimiliano Craus