Trisha Brown

Trisha Brown Bografia: Trisha Brown nasce nel 1936 ad Aberdeen, Washington. Dopo gli studi, al Mills College, diventa membro di una delle compagnie più innovative nel panorama della nuova danza: la compagnia guidata dal coreografo ed instancabile danzatore Merce Cunningham, recentemente scomparso. In questo periodo ha modo di conoscere e collaborare con altri danzatori, che diventeranno anch'essi nomi importanti della danza contemporanea: Steve Paxton e Yvonne Rainer. Nel 1970 Trisha Brown fonda la sua compagnia, fino al 1979 formata da sole donne. Questo evento segna l'inizio di un grande cambiamento nella storia e nell'evoluzione di quella che Rudolf Laban chiama l'Arte del movimento.

La danza sviluppata da Trisha Brown gioca con il peso e con la gravità, trova nuovi modi di ridisegnare lo spazio, con una fluidità che scorre tra le articolazioni, permettendo al corpo del danzatore di risuonare nello spazio. È un movimento leggero e concettuale allo stesso tempo, raffinato ed estremamente comunicativo, disarmante nella sua semplicità, che ha come protagonista assoluto il corpo in movimento e le suoi infiniti stati della materia.

Nel lavoro di Trisha Brown non mancano collaborazioni celebri, come è facile immaginare fosse possibile nella New York di quegli anni, fucina brulicante di creatività e di talenti. Una fra tutte, quella con Robert Rauschenberg e Laurie Anderson per la creazione "Set and reset", diventato a tutti gli effetti un vero e proprio manifesto del suo lavoro. Ma musicalmente Trisha Brown spazia dalla musica di Johann Sebastian Bach, a Claudio Monteverdi, fino a John Cage e al jazz, al silenzio.

Le sue creazioni non sono innovative solo dal punto di vista coreografico, ma anche nella scelta delle location meno usuali, come la famosa 'passeggiata' sui muri della città, assicurando a delle funi i suoi danzatori e costringendo il pubblico a sollevare lo sguardo verso il cielo. Le sue creazioni hanno trovato posto anche nei musei, all'aperto nei parchi o nei giardini. In tutte queste occasioni Trisha Brown ha saputo, con sapienza e ironia, inserire perfettamente il movimento nell'ambiente, trovando sempre la giusta alchimia ed il giusto equilibrio in ogni intervento. Sul palcoscenico la danza proposta da Trisha brown è spumeggiante, guizzante, proprio come un corso d'acqua, che lungo il suo cammino accelera, salta, si gonfia, rallenta, abbraccia, inonda, precipita. I corpi dei danzatori liberano energia e propulsione, ed un attimo dopo rimangono fermi come ad ascoltare il proprio respiro. Diventano sinuosi e sensuali per poi accelerare liberandosi in movimenti veloci. Anche l'utilizzo dello spazio e l'interazione tra i corpi trova soluzioni nuove e inaspettate, rendendo il lavoro di Trisha Brown fresco e sempre nuovo anche a degli osservatori contemporanei.

L'approccio analitico con il quale la Brown ha saputo dedicarsi allo studio del movimento ha fatto si che le sue ricerche non restassero limitate all'atto creativo, ma che dalla sua esperienza e dalla sua visione della danza potesse scaturirne un importante bagaglio che in effetti, poi, è stato sperimentato e condiviso da molti danzatori, che si sono ritrovati nella sua visione e nel suo approccio al lavoro.

Tutt'oggi la sua compagnia continua a sperimentare, oltre che a riproporre il repertorio degli anni passati. I giovani danzatori che accedono alla compagnia devono affrontare sei lunghi mesi di studio, necessari per permettere al corpo di sentire e capire, prima di poter affrontare sul palcoscenico le sequenze coreografiche. Durante questi mesi di intenso lavoro, le giovani leve sono seguite da danzatrici o da ex danzatrici della compagnia, che trasmettono loro il babaglio di informazioni, permettendo alla ricerca di continuare.