Toni Candeloro

Toni Candeloro Bografia: Inizia la sua carriera giovanissimo, nel 1982 è protagonista all’Arena di Verona di una creazione di Birgit Cullberg: Ritratto di famiglia. Viene invitato a danzare al Ballet de Nancy e dal 1987 al 1990 è interprete principale del Balletto dell’Opera di Zurigo, dove interpreta le creazioni di Uwe Scholz e Mercuzio nel Romeo e Giulietta di Cranko al fianco di Marcia Haydée e Richard Cragun, questo successo gli conferirà nel 1988 il premio “Espressione Europa” come migliore danzatore dell’anno. Ha danzato al fianco di Rudolf Nureiev nel passo a due de Le compagnone errante per le coreografie di Maurice Bejart.

Come primo ballerino ospite si è esibito al Ballet du Louvre di Parigi, nel 1991 è unico solista ospite italiano in un grande galà al Kirov di Leningrado (oggi Mariinsky di San Pietroburgo), al Festival di Lodz (Polonia), al Teatro Espańol di Madrid, al Festival Internazionale di Miami ecc. Ha fatto parte del Balletto dell’Opera di Bonn, dove, nel 1993, ha danzato diversi ruoli principali nelle coreografie di Valery Panov in particolare Petrushka, presentato in tournée a Mosca. Nel 1996 torna a Bonn come ospite in Sogno di una notte di mezza estate per le coreografie di Yuri Vanos. E’ ospite di grandi Enti lirici italiani come: la Fenice di Venezia, l’Arena di Verona, il Bellini di Catania, il Massimo di Palermo, ecc. Alicia Alonso lo invita più volte come danzatore e coreografo ricostruttore delle coreografie di Michel Fokine per il Ballet Nacional de Cuba.

Tra le sue partner, Carla Fracci, Luciana Savignano, Alessandra Ferri, Galina Panova, Anna Razzi, Eileen Brady, Evelyne Desutter, Trinidad Sevillano, Lucía Lacarra, Lorna Feijóo, Tamara Rojo, Maria Guimenez, ecc. Per la televisione tedesca ha girato Ikarus (trasmesso da diverse TV europee), balletto di Pierre Wiss di cui è stato protagonista nel ’91 all’Opera di Zurigo. Nello stesso anno ha riscosso un notevole successo all’Opera di Francoforte come interprete della creazione Nuit d’un Faune del celebre compositore Silvano Bussotti.