Tamara Karsavina

Tamara Karsavina Biografia: Tamara Karsavina, figlia di Platon Karsavin, danzatore del Teatro Mariinskij, nacque a San Pietroburgo il 10 marzo 1885. Bella e ricca di talento e di grazia, fu iscritta alla Scuola di danza del Teatro ed ebbe come maestri Christian Johansson, Pavel Gerdt ed Enrico Cecchetti, approfondendo altresì la sua tecnica presso il Teatro alla Scala di Milano con Catherine Beretta. Ancora allieva della scuola del Teatro di San Pietroburgo fece il suo debutto in palcoscenico quando fu scelta per interpretare il ruolo di “Amore” per la prima rappresentazione del Don Chisciotte di Petipa, rivisitato da Alexander Gorsky nel 1902.

Dopo aver conseguito il diploma, iniziò la sua carriera presso il Teatro di San Pietroburgo diventando immediatamente una star del teatro che le affidò i grandi ruoli nei balletti di Petipa (La bella addormentata, Il corsaro, Il lago dei cigni, Raymonda, La bayadère, Paquita) sino al 1918. Nel 1905 la sua splendida interpretazione di Giselle le valse la nomina a prima ballerina e nel 1915 rimase insuperabile la sua performance ne’ La fille mal gardée di Jean Dauberval.

Nel 1906 ebbe l’opportunità di lavorare per Fokine nel balletto La vigne e, nel 1909, iniziava la sua collaborazione con i Ballets Russes di Diaghilev diventando la musa ispiratrice dei più importanti lavori dello stesso Fokine: Les Sylphides e Cléopatre (1909), L’oiseau de feu e Carnaval nel ruolo di Colombina (1910), Le Spectre de la rose, Narcisse e Petroushka nel ruolo della ballerina (1911), Le Dieu bleu, Daphnis et Chloé e Thamar (1912), La tragédie de Salome (1913), Papillons e Le Coq d’or (1914). Nel suo periodo nei Ballets Russes ebbe spesso come partner Vaslav Nijinskij che la volle, altresì, quale interprete del suo balletto Jeux (1913). Anche Leonide Massine credò per lei numerosi lavori tra il 1919 e il 1920: Le tricorne, Le chant du rossignol, Pulcinella, Les femmes de bonne humeur e fu interprete, nel 1926, con Serge Lifar del Romeo e Giulietta di Bronislava Nijinska

La Karsavina, che nel 1917 si era sposata col diplomatico Henry James Bruce con quale si trasferì a Londra nel 1918, continuò ad esibirsi con Ballets Russes di Diaghilev e con il Ballet Rambert sino al suo ritiro dalle scene nel 1931. Dal 1930 al 1955, assunse la carica di Vice Presidente del Royal Academy of Dancing e fu assistente per la ripresa di numerosi balletti di Diaghilev tra i quali: Le spectre de la rose e L’oiseau de feu trasmettendo in particolare i suoi ruoli a Margot Fonteyn. Nel 1930 scrisse la sua autobiografia, pubblicata a Londra e intitolata “Theatre Street”.

Dopo un’amicizia molto intima, che provocò un certo scandalo, con la scrittrice Mercedes de Acosta, preferì ritirarsi completamente dalla vita sociale e di lavoro. Passò i restanti anni in solitudine scrivendo manuali: “Ballet Technique” (Londra, 1956) e “Classical Ballet: the flow of movement” (Londra, 1962) nonché numerosi articoli sulla danza. Morì, a 93 anni, a Beaconsfield il 26 luglio 1978.

La sua perfezione tecnica, la sua bellezza, la sua presenza di spirito, la sua intelligenza, i suoi sentimenti profondi fecero di lei una stella nel firmamento della danza di tutte le epoche.