Isadora Duncan

Isadora Duncan Bografia: Isadora Duncan, pseudonimo di Dora Angela Duncan, nacque a San Francisco il 27 maggio 1877.

Era la seconda figlia femmina e la più giovane di quattro fratelli. I genitori, Joseph Charles e Dora Gray Duncan erano rispettivamente un poeta ed una pianista e insegnante di musica. Quando i genitori di Isadora si sposarono suo padre era divorziato, già padre di altri quattro bambini e più anziano della moglie di 30 anni.

Per mantenere la famiglia il padre si arrangiò con numerosi lavori, tra i quali editore di giornali, proprietario di gallerie d’arte e gestore di una banca che, fallendo, lo mise sul lastrico. Abbandonò, quindi, la famiglia per trasferirsi a Los Angeles dove divorziò e si sposò nuovamente.

Sin da bambina Isadora, grazie anche alla madre che le instillò l’amore per la danza, il teatro di Shakespeare e la lettura, imparò anche ad amare la musica profondamente ed a sentirla con l’anima. All’età di 6 anni, infatti, già danzava per portare qualche soldo a casa e dava piccole lezioni di danza ad altri suoi coetanei. Nel 1895, la famiglia si trasferì a New York. Qui Isadora iniziò la sua carriera professionale interpretando il ruolo di una fata nel “Sogno di una notte di mezza estate” con la Compagnia di August Daly, continuando a esibirsi in manifestazioni private finanziate dall’alta società newyorkese.

Nel 1898, insieme alla madre e a due dei suoi fratelli, Elisabeth e Raymond, partì per Londra dove danzò al Teatro del Lyceum il 22 febbraio1900. Successivamente iniziò una tournée che la portò a Budapest, Vienna, Monaco e Berlino con la Compagnia itinerante di Loie Fuller. Rimase quindi a studiare per un anno in Grecia e qui acquistò, alla periferia di Atene, Kopanos Hill per costruirvi un elaborato palcoscenico per la danza. Dopo aver aperto la sua prima scuola nel 1904 a Grunewald in Germania, scegliendo con mecenatismo e grande umanità di dedicarsi agli allievi meno abbienti che manteneva personalmente con le sue risorse, più tardi aprì scuole di danza a Parigi ed a Mosca, quest’ultima con la promessa da parte del governo russo di finanziarne i lavori, ma quando la scuola fu terminata non ricevette nessun supporto economico.

Fu costretta, quindi, nel 1908 a tornare negli Stati Uniti per continuare a danzare e successivamente tornò in tournée in Europa in modo da rimpinguare le sue finanze.

Nella sua vita sentimentale, Isadora fu molto condizionata dall’infelice rapporto dei suoi genitori per cui non credeva nel matrimonio. Si sposò soltanto nel 1922 con il poeta russo Sergei Esenin ma si separò poco dopo. Tuttavia ebbe relazioni sentimentali con lo scenografo Gordon Graig e con il milionario Eugene Singer dai quali ebbe due figli, Dendrie e Patrick che persero la vita affogando tragicamente dopo un incidente automobilistico che fece precipitare la macchina su cui viaggiavano con la governante inglese nel fiume Senna nel 1913. Seguì per lei un brutto periodo di depressione che superò dedicandosi alle proprie scuole di danza e, da quel momento in poi, i suoi allievi divennero come suoi figli tanto che ne adottò addirittura sei che vennero chiamati gli “Isadorables” quando iniziarono ad esibirsi con lei.

Poco dopo il fallimento del suo matrimonio si ritirò dalle scene e visse poveramente e quasi dimenticata a Parigi. Morì, come era vissuta, in maniera non convenzionale e in modo tragico a Nizza il 14 settembre 1927 quando la sua sciarpa si impigliò nella ruota dell’auto Bugatti su cui viaggiava strangolandola.

Isadora Duncan è unanimemente riconosciuta quale madre della danza moderna, di cui ha fondato il nuovo sistema interpretativo, unendo insieme poesia, musica e ritmi della natura. Non credette mai nella formalità del balletto convenzionale e dette vita a più forme di danza libera, danzando a piedi scalzi e con un semplice abbigliamento di stile greco. Sosteneva che “le cose devono essere come sono” e, nell’esprimere le sue idee con grande passione, lottava contro tutte le convenzioni.

La danza era per lei un’arte sacra, come lo era per gli antichi Greci, e per questo la interpretò con movimenti liberi che si ispiravano alla natura, quali onde e vento, all’arte greca e alle danze popolari, andando in scena con i capelli sciolti, i piedi nudi e sciarpe fluttuanti sulle spalle. La sua ribellione ai canoni del balletto tradizionale portò una vera rivoluzione nel mondo della danza.