Eric Bruhn

Eric Bruhn Biografia: Nato a Copenhagen il 3 ottobre 1928, Eric Bruhn (vero nome Bolton Evers) era il quarto figlio di Ellen Evers Bruhn, proprietaria di un noto salone di bellezza. Suo padre abbandonò la famiglia quando aveva appena compiuto cinque anni lasciandolo unico maschio tra sei donne.

Prediletto dalla madre che lo avviò allo studio della danza classica a sei anni, quando ne compì dieci superò le selezioni per l’ingresso alla Scuola del Royal Danish Ballet dove studiò sino al 1947 entrando subito in compagnia. Fu nominato solista nel 1949, mettendo in evidenza la sua grande padronanza tecnica di scuola bournonvilliana.

Nel 1947 accettò un invito dal London Ballet. Iniziò così la sua carriera di guest artist nei principali teatri internazionali mantenendo comunque sempre vivo il suo rapporto di danzatore presso il Royal Danish Ballet. Affrontare un repertorio diverso da quello danese gli consentì di accrescere e affinare ancor più la sua tecnica e la sua esperienza di ballerino.

Nel 1955 fu invitato a New York dove debuttò nel ruolo di Albrecht nella “Giselle” del Metropolitan avendo come partner Alicia Markova. Le critiche osannanti che ne seguirono e l‘entusiasmo del pubblico fecero di lui la stella più grande del momento, il principe dei principi, le danseur noble per eccellenza nel mondo del balletto.

Quando all’età di 32 anni, Bruhn aveva raggiunto il picco della carriera ed aveva arricchito il suo repertorio con tutti principali ruoli del balletto classico, avvenne l’incontro fatale con Rudolf Nureyev appena fuggito in Europa dall’Unione Sovietica. Si incontrarono grazie a Maria Tallchief che per un breve periodo era stata affettuosamente vicina a Bruhn oltre che come partner danzante. Bruhn e Nureyev furono subito attratti l’uno dall’altro e iniziò così una relazione turbolenta ma molto intensa.

Nel 1963 Bruhn cominciò ad avere degli inspiegabili dolori di stomaco, sottovalutati dai medici che li attribuivano a disturbi psicosomatici. I dolori continuarono e nel 1971 decise di ritirarsi dalle scene per riposarsi e diminuire lo stress. Il rimedio non bastò e la situazione precipitò sino a quando dovette operarsi d’urgenza per un’ulcera perforata. Rimessosi in salute nel 1974, Bruhn riprese a ballare scegliendo però da quel momento in poi ruoli meno impegnativi e più da caratterista tipo la strega Madge nella Sylphide o Coppelius in Coppelia (di cui presentò una sua nuova coreografia nel 1975).

Nel 1967, intanto, si era conclusa la sua tempestosa relazione con Nureyev lasciando spazio ad un’affettuosa amicizia reciproca che durò per tutta la vita. Sempre nel 1967 e sino al 1973 Bruhn fu direttore del Balletto dell’Opera Svedese. Successivamente divenne direttore assistente del Canada National Ballet, di cui nel 1983 divenne direttore, carica che ricoprì sino alla sua morte avvenuta per cancro a Toronto l’1 aprile 1986. Presso il suo letto di morte e fino agli ultimi istanti di vita ebbe il conforto di avere accanto il suo più grande amico: Rudolf Nureyev.

Bruhn ricevette numerosi riconoscimenti artistici tra i quali il Premio Nijnskij nel 1963 e il diploma d’onore della Conferenza canadese per le arti nel 1974, collaborò con Lilian Moore al libro “Bournonville and Ballet Technique” (Londra 1961) e nel periodo canadese creò anche le sue coreografie per balletti come “Coppelia” ed “Il Lago dei Cigni”.

Eric Bruhn fu, in ogni caso, uno dei più grandi danzatori del suo tempo, eccellente non solamente nel repertorio classico ma anche nei ruoli drammatici come quelli di Jean in “Miss Julie” di Cullberg o di Don Josè nella “Carmen” di Petit. Il suo portamento, la sua bellezza, agilità, tecnica perfetta e musicalità, il suo senso di autocritica votato al perfezionismo, la capacità e l’intelligenza di sapersi sempre rinnovare sino ad assumere anche ruoli di carattere, fecero di lui uno dei danzatori più completi di quell’epoca.