Alexandra Danilova

Alexandra Danilova Biografia: Alexandra Danilova (denominata Choura) nacque a Peterhof, una cittadina vicino a San Pietroburgo, il 20 novembre 1903 da una famiglia benestante. Quando in piccolissima età rimase orfana di entrambi genitori venne adottata da una facoltosa zia che colse in lei il suo spirito artistico. Poiché la bambina amava esibirsi danzando davanti i parenti, decise quando compì otto anni di iscriverla alla Scuola Imperiale di San Pietroburgo dove studiò con grande profitto con Klavdia Kulicevskaya e Agrippina Vaganova ed ebbe come compagni George Balanchine e Nicholas Efimov. Diplomatasi nel 1920 entrò a far parte della Compagnia del Mariinskij (diventato nel frattempo Balletto del Kirov).

Con George Balanchine sbocciò una feconda collaborazione professionale quando il giovane coreografo iniziò a mettere in scena i suoi primi lavori. La prima coreografia a lei dedicata e da lei interpretata fu nel 1921 “Poème”. Per lei Balanchine, nel corso della sua lunga vita di coreografo, creò ben diciotto balletti.

Nel 1924, la Danilova si unì in tournée con un gruppo di artisti russi capitanato da Vladimir Dimitriev, tra i quali: Balanchine e sua moglie Thamara Geva. Si recarono a Berlino con l’obbligo di rientrare in patria alla fine del tour ma non vi fecero più ritorno. Dopo essere andati a Londra, si recarono, infatti, a Parigi per partecipare ad un’audizione per i Ballets Russes. Diaghilev fu subito ben impressionato dall’abilità creativa di Balanchine, che danzò un pas de deux di sua creazione insieme alla moglie Geva, e dalla personalità di Choura che, quando fu chiamata a sostenere la sua prova, si rivolse all’impresario dicendogli che, poiché era considerata una ballerina in gamba per il Mariinskij, doveva necessariamente essere brava abbastanza anche per lui. Ciò le valse immediatamente un contratto per i Ballets Russes.

Nel frattempo Balanchine divorziò dalla moglie e prese casa insieme a Choura e Dimitriev. I tre vissero assieme per un certo periodo dividendosi le spese anche se con qualche rimostranza da parte della Danilova in quanto Dimitriev non risultò un buon pagatore ma Balanchine la convinse a non mandarlo via poiché si sentiva in debito nei suoi confronti in quanto, grazie a lui, avevano lasciato la Russia. Balanchine e Choura divennero, quindi, una coppia riconosciuta sia nella vita che nel lavoro.

Nel 1929, quando Diaghilev morì, la compagnia dei Ballets Russes si sciolse e questo fu un colpo ferale per la Danilova che per un certo periodo rimase senza lavoro tanto che ipotizzò di rientrare in Russia mentre Balanchine, grazie alle sue coreografie, riuscì facilmente a rimettersi in moto.

Nel 1933 Choura entrò a far parte dei Ballets Russes del Colonnello de Basil e nel 1938 dei Ballets Russes de Monte Carlo diretti da Sergej Denham esibendosi in creazioni di Massine quali: “Le beau Danube” (1933), “Jardin public” (1935), “Capriccio Espagnol” (1939), nonchè di Balanchine: “Danses concertantes” (1944) e “Night shadow” (1946). Suo partner principale nei balletti divenne Frederic Franklin.

Dal punto di vista sentimentale la sua situazione non fu tra le più felici. Troncata la sua relazione con Balanchine, dopo che si era sentita mortificata in quanto messa da parte per danzatrici molto più giovani di lei, si sposò con Giuseppe Massera nel 1934 e successivamente con Casimir Kokitch nel 1941. Entrambi i matrimoni furono un fallimento e culminarono col divorzio. Nella sua autobiografia “Choura”, pubblicata nel 1986 a New York, la Danilova scrisse: Ho sacrificato matrimonio, figli ed il mio paese per essere una ballerina e non c’è nessun pentimento da parte mia perchè conoscevo il prezzo della mia scelta.

Alla fine della seconda guerra mondiale si trasferì negli Stati Uniti e, nel 1946, prese la cittadinanza americana. Lasciata nel 1952 la compagnia di Monte Carlo, continuò ad esibirsi in giro per il mondo fino al suo ritiro avvenuto nel 1957 in Australia quando danzò in “Raymonda”.

Nel 1964, trovandosi in difficoltà finanziarie, chiese nuovamente aiuto a Balanchine che le procurò un impiego come insegnante e coreografa presso la Scuola dell’American Ballet. Con Balanchine mise in scena una nuova versione di “Coppelia” per la Scuola nel 1974. Nel 1977 fece parte del cast del film “The turning point” (Due vite, una svolta) interpretando Madame Dakharova: un’anziana insegnante di danza. Con la Scuola dell’American Ballet rimase sino al 1989. In quello stesso anno ricevette il premio del Kennedy Center Honors come riconoscimento per la sua vita dedicata allo sviluppo del balletto.

Morì a New York il 13 luglio 1997 all’età di 93 anni.